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Florida, giustiziato il serial killer e stupratore Bobby Joe Long

I titoli delle 8 di SkyTg24 del 24/05

2' di lettura

Nel 1984 il condannato aveva ucciso brutalmente almeno otto giovani donne nella zona della baia di Tampa. Prima di togiere la vita alle ragazze, l’uomo le rapiva e le violentava. Dall’inizio del 2009 negli Stati Uniti sono state eseguite otto pene di morte

Bobby Joe Long, serial killer che nel 1984 è stato condannato per l'uccisione di otto giovani donne nella zona della baia di Tampa, è stato giustiziato mediante la somministrazione di un’iniezione letale. La condanna a morte è stata eseguita all’interno della Florida State Prison a Raiford e l’esecuzione, secondo quanto hanno reso noto le autorità carcerarie, si è svolta "senza incidenti". Attualmente negli Stati Uniti la pena di morte è in vigore in 30 Stati su 50 e, nonostante negli ultimi anni il numero delle esecuzioni sia calato, Long è stato l'ottavo detenuto ad essere messo a morte nel 2019.

Collegato a decine di casi irrisolti

Dopo essere stato arrestato, Long si è dichiarato colpevole del rapimento, dello stupro e dell'uccisione di otto donne, compresa una 17enne. La polizia però lo ritiene responsabile di almeno altri due delitti e di decine di stupri. Secondo quanto stabilito dalla sentenza del 1984, l’uomo rapiva le donne, le stuprava ripetutamente, e poi le uccideva in modo brutale. La maggior parte delle vittime è morta strangolata o a seguito di ripetute bastonate. Per i reati che ha confessato, Long è stato condannato a 28 ergastoli e alla pena di morte per l'omicidio della ventiduenne Michelle Simms.

All’esecuzione presente anche una sopravvissuta

All’esecuzione ha assistito anche Lisa Noland, la donna che nel 1984 è sopravvissuta a uno degli attacchi di Bobby Joe Long e che è stata fondamentale per la risoluzione del caso. Appena 17enne all’epoca dei fatti, Noland è stata rapita fuori da una chiesa da Long, che l'ha violentata prima di lasciarla libera. La donna ha partecipato all’esecuzione dalla stanza dei testimoni, dove sperava di essere vista dal condannato a morte: "Volevo guardarlo negli occhi ed essere la prima persona ad incrociare il suo sguardo. Sfortunatamente, però, è rimasto tutto il tempo con gli occhi chiusi", ha dichiarato Noland alla stampa.

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