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Elezioni Europee, Polonia: Kaczyński il veterano

Il reportage in Polonia

5' di lettura

Da 30 anni leader della destra polacca, nel segno del gemello Lech. Strategia per cambiare l’Ue. "È facile servire l’interesse del più forte. Se vuoi servire la Nazione è tutto molto più difficile"

La saggezza popolare vuole che tra fratelli gemelli esista un legame forte e unico. Un vincolo, originale e inenarrabile. L’esempio di Jarosław e Lech Kaczyński fortifica la credenza e, soprattutto, segna la strada delle loro vite pubbliche. La prima impresa si consuma sul terreno immaginifico, ma evocativo, del cinema. Nel 1962 i biondissimi fratelli sono protagonisti del film “I due che rubarono la luna”. Interpretano Jacek e Placek, intenti a conquistare e a rivendersi il satellite che pensano sia fatto d’oro. Dieci anni più tardi, in piena Guerra Fredda, la luna diventa la Polonia, la Patria. Uno degli Stati dell’Europa orientale comunista.

Il sindacato che ha il sostegno di Papa Giovanni Paolo II 

Il sistema sovietico inizia a vivere la sua profonda crisi e nel 1980, a Danzica, i due operai Lech Wałęsa e Anna Walentynowicz fondano e portano avanti l’opposizione alla testa di Solidarność (Solidarietà). Jarosław e Lech militano e si affermano nel sindacato indipendente, di ispirazione cattolica, che ha il sostegno di Papa Giovanni Paolo II. Il governo comunista cerca di frenarne l’ascesa ma, oltre al consenso popolare per Solidarność, deve fare i conti anche con Michail Gorbačëv. Il segretario del Pcus, eletto nel 1985, ha in mente un superamento della linea staliniana a favore della democratizzazione.

Con il suo fratello gemello fonda il partito di destra: Diritto e Giustizia

Tutti fattori alla base del successo di Wałęsa alle prime elezioni libere. Nel 1990 diventa presidente della Repubblica: il duo Kaczyński, che occupa posti chiave nel gabinetto, nello stesso anno crea il partito Accordo di centro. Il sodalizio con il leader di Danzica durerà pochi anni: i gemelli sono molto più intransigenti sulla sorte da riservare agli ex comunisti e inoltre nel tempo maturano posizioni sempre più conservatrici. Nel 2001 Accordo di centro si trasforma nell’attuale partito di destra populista euroscettico Diritto e giustizia. Una nuova tappa della corsa a due Jarosław-Lech. Lech è il front runner, Jaroslaw il king maker. Lech diventa presidente della Repubblica nel 2005, Jaroslaw sarà designato premier dal fratello dopo le dimissioni di Marcinkiewicz.

Nel 2010 in Russia si schianta l'aereo su cui viaggia il gemello Lech

Una corsa che si arresta nel 2010, vicino Smolensk, in Russia. Qui si schianterà l’aereo su cui viaggia Lech, impegnato in una visita di Stato. Con lui muoiono 96 persone del suo seguito. Da allora per Jaroslaw l’incidente è un complotto ordito dai russi con la complicità dell’opposizione liberale polacca che non svolge indagini adeguate per scoprire la verità. "Alle volte prima di andare a dormire mi racconto delle favole, come si fa da piccoli- confida in un’intervista anni dopo- La mia racconta che Lech è ancora vivo".

Cattolicesimo, unicità della famiglia e la difesa degli interessi nazionali

Di certo, il fratello è sempre presente. Jaroslaw continua a tessere la tela, anche nel partito che hanno fondato. Agisce dietro le quinte. Lasciando agli altri il palco ma assicurandosi la prerogativa inalienabile di dettare la linea. Nel 2015 diventa presidente della Repubblica Andrzej Duda. Nello stesso anno Diritto e Giustizia torna al governo, con Beata Szydło e poi con l’attuale primo ministro Mateusz Morawiecki. Accanto a loro, la mano tesa del leader che avrebbe in pugno l’agenda. Il cattolicesimo e la fede, la difesa degli interessi nazionali e l’individuazione di nemici esterni, l’unicità della famiglia tradizionale e la lotta contro "la degenerazione del movimento LGBT", il paternalismo e il “popolo”. In sintesi, il culto del rifiuto di tutto ciò che, nella sua ottica, può contaminare l’identità del Paese. Europa compresa.

"Non è vero che i sovranisti sono anti-europei"

Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia. I Visegrád, gruppo formato nel 1991, dal nome della cittadina ungherese dove si riuniscono per la prima volta. Critici verso il processo decisionale di Bruxelles e in modo particolare verso le politiche di ridistribuzione dei migranti. Posizione che si è inasprita dopo la crisi migratoria del 2015 e l’esito del referendum sulla Brexit del 2016. Sebbene il progetto iniziale sia concepito nella direzione contraria: superare la divisione dell’Europa imposta dopo la seconda Guerra Mondiale per favorire l’integrazione con l’Occidente. Come scrive su Politico Alexander Clarkson, non è vero che i sovranisti sono anti-europei. Non vogliono cioè distruggere l’Europa, ma trasformarla a proprio vantaggio, creando le condizioni per realizzare il loro programma. “Vogliono cambiare l’Europa perché sia in grado di proteggerli con forza, ad esempio dagli oppositori politici e da rivali geopolitici emergenti”. "Non capisce il principio alla base dell’Unione– racconta al quotidiano tedesco Spiegel un ex esponente di Diritto e Giustizia- Vede una competizione tra Stati membri e non un progetto che garantisce pace e prosperità- conclude- Ai suoi occhi è prima di tutto e soprattutto uno strumento di potere nelle mani della Germania". Uno degli incubi preferiti del gemello Kaczyński.

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