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Papa: “No a nazionalismo che alza muri e diventa razzismo. Lo Stato accolga i migranti"

I titoli delle 18 di Sky TG24 del 02/05

3' di lettura

Il pontefice: “La Chiesa ha sempre esortato all'amore del proprio popolo, della patria, ma ammonito le persone quando questo attaccamento verte in esclusione e odio altrui”

Si può amare la propria patria senza arrivare al razzismo e senza favorire politiche per il respingimento dei migranti. E’ il pensiero espresso dal Papa alla Pontificia Accademia delle Scienze sociali, sul tema “Nation, State, Nation-State”. “La Chiesa ha sempre esortato all'amore del proprio popolo, della patria, al rispetto del tesoro delle varie espressioni culturali, degli usi e costumi e dei giusti modi di vivere radicati nei popoli”, ma ha precisato Bergoglio "la Chiesa ha ammonito le persone, i popoli e i governi riguardo alle deviazioni di questo attaccamento quando verte in esclusione e odio altrui, quando diventa nazionalismo conflittuale che alza muri, anzi addirittura razzismo o antisemitismo”. Il Pontefice ha aggiunto: "È compito dell'autorità pubblica proteggere i migranti e regolare con la virtù della prudenza i flussi migratori, come pure promuovere l'accoglienza in modo che le popolazioni locali siano formate e incoraggiate a partecipare consapevolmente al processo integrativo dei migranti che vengono accolti".

"La storia insegna dove conducono simili deviazioni"

Secondo il Papa "uno Stato che suscitasse i sentimenti nazionalistici del proprio popolo contro altre nazioni o gruppi di persone verrebbe meno alla propria missione. Sappiamo dalla storia dove conducono simili deviazioni. Penso all'Europa del secolo scorso".  Il pontefice ha aggiunto: “Va constatato che le frontiere degli Stati non sempre coincidono con demarcazioni di popolazioni omogenee e che molte tensioni provengono da un'eccessiva rivendicazione di sovranità da parte degli Stati, spesso proprio in ambiti dove essi non sono più in grado di agire efficacemente per tutelare il bene comune”.

"Migrante non è minaccia, ma si integri in vita nazione"

Il Papa si è soffermato anche sulle migrazioni: "Il modo in cui una Nazione accoglie i migranti rivela la sua visione della dignità umana e del suo rapporto con l'umanità. Ogni persona umana è membro dell'umanità e ha la stessa dignità. Quando una persona o una famiglia è costretta a lasciare la propria terra va accolta con umanità. Ho detto più volte - ha proseguito - che i nostri obblighi verso i migranti si articolano attorno a quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare". Secondo Francesco, "il migrante non è una minaccia alla cultura, ai costumi e ai valori della nazione che accoglie. Anche lui ha un dovere, quello di integrarsi nella nazione che lo riceve".

"Europa non perda consapevolezza dei benefici dell'Ue"

Bergoglio ha anche affrontato anche il tema dell'Unione europea: "È da auspicare che non si perda in Europa la consapevolezza dei benefici apportati da questo cammino di avvicinamento e concordia tra i popoli intrapreso nel secondo dopoguerra. Mentre, secondo il principio di sussidiarietà, alle singole nazioni dev'essere riconosciuta la facoltà di operare per quanto esse possono raggiungere, d'altra parte, gruppi di nazioni vicine - come è già il caso - possono rafforzare la propria cooperazione attribuendo l'esercizio di alcune funzioni e servizi ad istituzioni intergovernative che gestiscano i loro interessi comuni".

"Confronto su nucleare inquietante, rischio nuovo olocausto"

Il Pontefice ha anche espresso preoccupazione sul nucleare: "Purtroppo, oggi la stagione del disarmo multilaterale appare sorpassata e non smuove più la coscienza politica delle nazioni che possiedono armi atomiche". Per il Papa "sembra aprirsi una nuova stagione di confronto nucleare inquietante, perché cancella i progressi del recente passato e moltiplica il rischio di guerre, anche per il possibile malfunzionamento di tecnologie molto progredite ma soggette sempre all'imponderabile naturale e umano. Se, adesso, non solo sulla terra ma anche nello spazio verranno collocate armi nucleari offensive e difensive - ha concluso Francesco -, la cosiddetta nuova frontiera tecnologica avrà innalzato e non abbassato il pericolo di un olocausto nucleare"

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