Giappone, l'imperatore Akihito lascia il trono: i riti di abdicazione

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Sono iniziati ufficialmente i riti che segnano la fine del regno dell'era "Hasei", il periodo più pacifico del paese. L'evento è celebrato con 10 giorni continuativi di festività, poi le cerimonie si concluderanno definitivamente il 22 ottobre   

Ultima giornata da sovrano per l’imperatore giapponese che ha regnato 30 anni. La successione avviene in seguito alla rinuncia al trono di Akihito: è il primo imperatore ad abdicare in 200 anni di storia. Il sovrano 85enne ha voluto farsi da parte per via dell’età avanzata, l'esecutivo ha dovuto varare una legge ad hoc per consentire il passaggio dei poteri nei confronti del figlio primogenito e principe della corona, Naruhito. L'abdicazione è celebrata con un periodo di festività di 10 giorni continuativi. Tutto l'iter cerimoniale si conclude poi ufficialmente il 22 ottobre.

Il rito di ringraziamento “Taiirei Seiden no gi”

La cerimonia di abdicazione avviene alle 17 nella Sala dei Pini, la più prestigiosa del palazzo imperiale. L’imperatore pronuncia il suo ultimo discorso da regnante nel rito di ringraziamento “Taiirei Seiden no gi”, rituale di 10 minuti svolto per la prima volta nella storia. In base alla tradizione, dopo l’ingresso in sala di Akihito e della consorte Michiko, i ciambellani espongono la spada imperiale e il gioiello della corona, due delle tre insegne ufficiali del trono del Crisantemo, considerati risalenti all’antica mitologia. Tra i partecipanti, le più alte cariche istituzionali, i membri dell’esecutivo e la famiglia reale. Il premier Shinzo Abe fa poi un discorso di ringraziamento all’imperatore abdicante a nome del popolo giapponese. La cerimonia viene trasmessa in diretta dalle principali televisioni nazionali.

Il successore sarà Naruhito

Dopo la cerimonia, Akihito diventa imperatore emerito e chiude l’era "Heisei", il periodo più pacifico del Paese. Il successore Naruhito salirà al trono il giorno successivo, in una cerimonia a cui partecipano i membri della Casa Imperiale e alti funzionari dei tre rami dello Stato. Un rituale che solitamente non è aperto alle donne ma in questa occasione partecipa la ministra nel gabinetto di Abe, Satsuki Katayama. Ai sensi della legge imperiale giapponese, infatti, alle donne è proibita l'ascesa al trono dalla fine del XIX secolo e lo statuto vieta la loro presenza al rituale.

Una nuova era: "Reiwa", che significa ordine e armonia

Con il primo maggio si inaugura una nuova era, il periodo di tempo che in Giappone è associato al regno del sovrano. Dopo tre decenni "Heisei", che significa pace ovunque, entra in vigore l'era "Reiwa" di ordine e armonia, una data che nell'immaginario collettivo dei cittadini del Sol Levante segna un vero cambiamento epocale. In questi giorni, infatti, negli uffici sono aumentate le richieste di coppie che vogliono registrare il certificato di matrimonio proprio il primo maggio. Durante questo il periodo di festa, si prospetta anche un aumento del Pil, secondo quanto rilevato dalla ricerca dell'Istituto Dai-Ichi Life e la banca Smbc.

L'abdicazione si chiude definitivamente il 22 ottobre

Gli atti di questa settimana si concludono sabato con la prima apparizione pubblica di Naruhito come imperatore che, in sei occasioni, saluta i sudditi dai balconi del Palazzo Imperiale. Le cerimonie si chiuderanno effettivamente il 22 ottobre, quando Naruhito verrà intronizzato alla presenza di capi di Stato stranieri. Alla cerimonia sono state invitate circa 2.600 persone.

L'imperatore Akihito è salito al trono l'8 gennaio 1989

Salito sul trono del Crisantemo l'8 gennaio del 1989, Akihito ha regnato durante l'era Hesei, il periodo del calendario giapponese che delinea ciascun regno di un imperatore. Akihito è stato il 125esimo sovrano della sua linea dinastica a sedere sul più antico trono ancora occupato al mondo. Sarà ricordato come l'imperatore che ha parlato faccia a faccia e stretto le mani ai suoi sudditi, come fece dopo il disastroso tsunami del 2011.

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