Brexit: Ue pronta a concedere proroga a Londra, “ma fuori a giugno se non fa le europee”

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Accolta la richiesta della premier alla vigilia del vertice di domani a Bruxelles. Se l'accordo non sarà ratificato entro il 22 maggio, il Regno Unito dovrà comunque partecipare al voto europeo

L'Unione Europea è pronta a concedere una proroga della Brexit. Ma se il Regno Unito il 22 maggio sarà ancora un membro dell'Ue, Londra dovrà comunque organizzare le elezioni per il Parlamento europeo. E, come emerge nella bozza di conclusioni del vertice straordinario che si terrà domani sulla Brexit, il Consiglio europeo avverte: se il Regno Unito non assolve al suo obbligo, il divorzio avverrà “l’1 giugno 2019". Gli Stati Uniti intanto si preparano a un "no deal"": "Dobbiamo essere preparati a una Brexit dura come eventualità molto realistica", ha detto il segretario del Tesoro americano Steven Mnuchin in audizione alla commissione dei Servizi finanziari della Camera. Mnuchin ha aggiunto che il tesoro Usa si è coordinato con la Fed per essere pronti a questo scenario.

Bozza summit Ue: accordo di divorzio non si riapre

I dettagli emergono nella stessa giornata in cui la Camera dei Comuni ha approvato la mozione presentata dal governo di Theresa May a sostegno della richiesta che la premier Tory formalizzerà domani a Bruxelles, per una proroga flessibile dellaBrexit limitata - per ora - al massimo al 30 giugno. Il Consiglio europeo comunque ribadisce che l'accordo di recesso sulla Brexit "non può essere riaperto, e che qualsiasi impegno unilaterale, dichiarazione o qualsiasi altra azione deve essere compatibile con la lettera e lo spirito dell'accordo" di addio tra Londra e Bruxelles, senza danneggiare la sua attuazione. Ma sottolinea anche che "durante la proroga il Regno Unito resterà uno Stato membro con tutti i diritti e doveri, secondo l'Articolo 50 dei Trattati, e ha il diritto di revocare la sua notifica in qualsiasi momento". 

Tusk a leader Ue: discutiamo anche estensione lunga

Proprio in vista del vertice di domani, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha avuto una conversazione telefonica con il premier Giuseppe Conte. "Confido che faremo il possibile per evitare questo scenario e propongo di considerare la richiesta della May di un'estensione al vertice di domani", ha affermato inoltre Tusk in una lettera ai leader Ue. Ma ha sottolineato che c'è "scarso motivo di credere" che la ratifica possa avvenire entro fine giugno, visti i precedenti, cosa che porterebbe a "brevi estensioni e summit d'emergenza", occupando la Ue per i mesi a venire: "Per questo dovremmo discutere un'estensione lunga come alternativa". 

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