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Ferito in Siria fotografo italiano: Gabriele Micalizzi documentava l'offensiva anti-Isis

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3' di lettura

Il 34enne, ricoverato all'ospedale militare americano di Baghdad, non è in pericolo di vita: sarà rimpatriato a breve. È stato ferito mentre si trovava nella zona di Dayr az Zor per documentare l'offensiva curdo-araba. La Procura di Roma ha aperto un'indagine

Il fotografo italiano Gabriele Micalizzi, 34 anni, è rimasto ferito in Siria, nella zona di Dayr az Zor, dove le forze filo-Usa stanno combattendo contro centinaia di miliziani dell’Isis asserragliati negli ultimi villaggi occupati. L’italiano, riferiscono all'Ansa fonti concordanti, non è in pericolo di vita ed è ricoverato nell'ospedale militare americano di Baghdad dove è arrivato ieri notte dopo diverse ore di incertezza sulla sua destinazione. Il fotoreporter è "stato ferito gravemente al volto da schegge di Rpg", ha fatto sapere ieri all’Ansa Alessandro Sala, del collettivo CesuraLab, fondato dallo stesso Micalizzi, Luca Santese e Andrea Rocchelli, ucciso durante la guerra in Ucraina nel 2014. Intanto, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine sul ferimento: si procede per attentato con finalità di terrorismo e i carabinieri del Ros sono al lavoro per ricostruire la dinamica dei fatti.

Ferito alla testa

Il fotografo milanese si trovava nel villaggio siriano nella provincia di Dayr az Zor insieme a una troupe della Cnn per documentare l'offensiva curdo-araba, appoggiata dagli Usa, contro l'ultima roccaforte dello Stato islamico. "È stato ferito sulla palazzina dove la Cnn aveva piazzato la postazione per effettuare le riprese dell'offensiva", ha detto all'Ansa Fausto Biloslavo, uno dei giornalisti italiani che stanno seguendo l'attacco sul terreno. L'altro fotoreporter che si trovava sul tetto dell'edificio, il brasiliano Gabriel Chaim della Cnn, "è illeso". La palazzina, secondo quanto riportano alcuni media, sarebbe stato attaccato con razzi Rpg: Micalizzi è stato soccorso e portato immediatamente alla base di Omar field per le prime cure. "Ho lasciato ieri in tarda serata l'area, avevo in programma di rientrare nei prossimi giorni. Mentre Gabriele aveva deciso di rimanere almeno un'altra settimana, fino alla fine della battaglia", ha raccontato ancora Biloslavo. I jihadisti stanno resistendo con ferocia agli attacchi delle forze curdo-arabe, coadiuvate dai massicci bombardamenti aerei e di artiglieria della Coalizione: "Hanno le spalle al muro, non hanno più nulla da perdere", ha detto Biloslavo ricordando che i miliziani asserragliati "sono soprattutto stranieri". Nei giorni scorsi Micalizzi era stato a Kobane per documentare per la Stampa, insieme al giornalista Francesco Semprini, la difficile rinascita della città diventata negli anni del conflitto siriano il simbolo della lotta curda contro lo Stato islamico.

Chi è Micalizzi

Micalizzi è noto a livello internazionale per i suoi reportage di guerra. Diplomato all'Accademia di Belle Arti - si legge sulla sua biografia online - ha iniziato coprendo notizie locali a Milano e successivamente ha focalizzato la sua attenzione sul Medio Oriente ed altre aree di crisi. Le sue foto sono state pubblicate da New York Times, New Yorker, Newsweek, Wall Street Journal e, in Italia, da Espresso, Repubblica, Internazionale e Corriere della Sera. È stato il fondatore del collettivo di fotografia 'CesuraLab' insieme a Luca Santese e Andrea Rocchelli, ucciso durante la guerra in Ucraina nel 2014.

Data ultima modifica 12 febbraio 2019 ore 22:17

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