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Albert Finney, morto a 82 anni il Tom Jones del cinema inglese

3' di lettura

L’attore è stato tra i protagonisti della scena britannica fin dagli anni '60. Candidato cinque volte al premio Oscar, non l’ha mai vinto. Sposato tre volte, è apparso in numerose pellicole sia sul piccolo che sul grande schermo

Albert Finney, attore cinematografico e teatrale britannico, è morto all’età di 82 anni dopo una breve malattia. Come ricorda il quotidiano Guardian, deve la sua fama soprattutto alle pellicole inglesi che lo hanno visto protagonista nei primi anni '60: tra queste, il primo film che lo ha portato alla ribalta internazionale è stato Tom Jones nel 1963. Per cinque volte è stato candidato al Premio Oscar, senza mai vincerlo e ha rifiutato un cavalierato.

Gli esordi

Nato a Salford nel 1936, Finney è figlio di un libraio della bassa borghesia. Studia alla Royal Academy of Dramatic Arts ed esordisce in teatro dove ottiene molto successo, dimostrandosi degno sostituto di Laurence Olivier nei lavori shakespeariani. Approda sul grande schermo con due pellicole nel 1960: Gli sfasati (The Entertainer), e Sabato sera domenica mattina (Saturday Night and Sunday Morning). Quest’ultimo ottiene molto successo tra il pubblico e si rivela un esempio calzante del cinema di quel periodo. È l’interpretazione di Tom Jones, però, a valergli la fama internazionale: per quel film Finney riceve la prima delle sue quattro nomination per l’Oscar come miglior attore (il film si aggiudica 4 statuette, tra cui miglior film). 

La carriera tra regia e interpretazioni

Nel 1968 si sposta dietro la telecamera, per dirigere il film L’errore di vivere (Charlie Bubbles). Sarà l’unica pellicola che firma come regista. Negli anni seguenti, la sua fama gli fa guadagnare ruoli in numerose pellicole: tra queste anche il musical La più bella storia di Dickens (Scrooge) del 1970 e l’adattamento del romanzo giallo Assassinio sull'Orient Express (Murder on the Orient Express), del 1974, in cui interpreta la parte di Hercule Poirot. 

Nomination e premi

Gli anni successivi lo vedono impegnato in numerosissimi altri ruoli. A partire da Spara alla luna (Shoot the Moon), nel 1982, in cui il regista Alan Parker lo affianca all’attrice Diane Keaton. L’anno successivo, il suo ruolo ne Il servo di scena (The Dresser) di Peter Yates gli fa guadagnare un’altra nomination all’Oscar, così come l’interpretazione nel film Sotto il vulcano (Under the Volcano) dell’84. Sarà poi nel 2001 che riceverà la nomination per miglior attore non protagonista della pellicola Erin Brockovich. Vestirà i panni poi di Winston Churchill nel 2002 nel film Guerra imminente (The Gathering Storm), vincendo i premi Bafta, Golden Globe e Emmy. Nel corso della sua carriera apparirà anche sul piccolo schermo, sia in film tv che miniserie. L’ultima volta in cui appare al cinema è nel 2012: interpreta Kincade nel film Skyfall.

La vita privata

Finney ha rinunciato per due volte a onorificenze ufficiali: nel 1980 quando ha rifiutato la nomina a Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico e nel 2000 quando ha detto no a un cavalierato. Nel 2011 ha rivelato di aver avuto e sconfitto un cancro a un rene. Si è sposato tre volte, con le attrici Jane Wenham e Anouk Aimeé dal 1957 al 1961 e dal 1970 al 1978 rispettivamente, e con l’agente di viaggio Pene Delmage nel 2006. Lascia la moglie e il figlio Simon, nato dal primo matrimonio. 

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