Brexit, in caso di 'no deal' pronto piano d'evacuazione per la regina

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Theresa May (Getty Images)

La premier britannica in un intervento sul Telegraph si dice determinata a concludere l'addio tra Londra e l'Ue a marzo. E invoca il sostegno del leader laburista Corbyn. In caso di mancato accordo, la famiglia reale sarà portata in un luogo segreto

In caso di "no deal" su Brexit, la regina Elisabetta II e il resto della famiglia reale saranno portati via da Londra e trasferiti in un luogo segreto. Il piano d'evacuazione è stato messo a punto dal governo britannico che evidentemente giudica concreti i rischi di scontri, tumulti e tafferugli in caso di mancato accordo tra Londra e Bruxelles (GLI SCENARI ECONOMICI). Il piano di Whitehall, il ministero dell'Interno britannico, che doveva rimanere segreto, è stato reso noto dal Times. Intanto Theresa May si dice "determinata" a realizzare la Brexit a marzo. E, dopo il voto in Parlamento che le ha richiesto "un accordo alternativo" per il confine tra Irlanda del Nord e Repubblica d'Irlanda, promette di andare a Bruxelles con un "nuovo mandato, nuove idee e una rinnovata determinazione".

Il piano di evacuazione per i reali

Anche durante la Guerra Fredda il governo britannico aveva messo a punto un progetto per mettere in salvo la Famiglia Reale in caso di un attacco nucleare dell'Unione Sovietica. Adesso si replica: Elisabetta II e il marito, Filippo di Edimburgo, saranno portati in un luogo segreto, che il Times ha deciso di non divulgare. Con loro, ci saranno i componenti di maggior spicco della Famiglia Reale, a cominciare dal principe del Galles, con la moglie Camilla, e le famiglie dei suoi figli, William ed Harry. 

May determinata a rispettare le scadenze

Ma se i reali si preparano allo scenario del "no deal", la premier britannica continua a ribadire le sue intenzioni di rispettare le scadenze. E lo fa in un intervento sul Telegraph, dove ha anche invocato il sostegno di Jeremy Corbyn nell'insistere sulla necessità che l'Ue offra concessioni sull'accordo. May ha detto che cercherà un'"alternativa" al 'backstop', cioè al contestato meccanismo nell'accordo sulla Brexit che vuole evitare la creazione di un "confine rigido" tra le due 'irlande': una limitazione temporale o un meccanismo di uscita unilaterale per impedire che il Regno Unito venga intrappolato nelle strutture dell'Ue senza alcuna scadenza. Ma entrambe le ipotesi sono già state bocciate a più riprese da Bruxelles. Mentre sul leader laburista Corbyn, che non l’ha sostenuta a Westminster, May si dice convinta che creda a sua volta nella necessità di affrontare con l’Ue proprio il nodo del backstop. 

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