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Gilet gialli, nono sabato di proteste. Scontri a Parigi, manifestazione blindata a Bourges

5' di lettura

Francia in allerta per i gilet jaunes: 80mila agenti schierati. Scontri e lacrimogeni sugli Champs-Elysees e a Bordeaux. L’evento clou nella piccola cittadina al centro del Paese: 5 fermati con armi improprie. In Belgio un manifestante è morto investito da un tir

I gilet gialli (CHI SONO) sono scesi in piazza in Francia per il nono sabato consecutivo. Dopo una mattinata tranquilla, a Parigi si sono verificati i primi scontri sugli Champs-Elysees: ventiquattro i feriti, secondo il sito di Le Parisien. Due persone, tra cui un poliziotto, sarebbero in gravi condizioni. 156 i manifestanti fermati nella capitale dove 8 mila persone si sono radunate per protestare, e tafferugli con le forze dell'ordine sono scoppiati nella zona degli Champs-Elysees. Alcuni manifestanti hanno tentato come in passato di forzare le barriere in direzione della avenue Friedland, che va dalla place de l'Etoile all'Arco di Trionfo. La polizia ha risposto con il lancio di lacrimogeni. Forti tensioni anche a Bordeaux, dove è sorta una vera e propria guerriglia con la polizia al termine del corteo di circa 5.000 gilet gialli. Il movimento di protesta contro il governo ha spostato la sua manifestazione principale anche lontano dalla capitale, a Bourges, cittadina di 68mila abitanti nel centro del Paese, che si trova in una posizione equidistante dalle principali città. Qui circa 5000 gilet gialli hanno sfilato, nonostante il divieto della prefettura. Il Paese è blindato, con almeno 80mila agenti schierati. Proteste anche a Touquet, una cittadina sulla costa normanna dove si trova la casa di vacanza del presidente francese Emmanuel Macron: i manifestanti hanno cercato di forzare le transenne disposte dalle forze dell'ordine nelle strade attorno alla villetta. Diversi giornalisti sono stati aggrediti durante le proteste.

L’evento a Bourges

I manifestanti hanno scelto la cittadina di Bourges perché è nel cuore del Paese. La prefettura del dipartimento dello Cher ha disposto l'isolamento del centro della cittadina, chiudendo i parcheggi e disponendo misure speciali per gli edifici pubblici. Vietata, per prevenzione, qualsiasi forma di protesta nel centro storico della città, autorizzandone una nella vicina piazza Se'raucourt. Musei, giardini, biblioteche e il Municipio sono stati chiusi. In mattinata l'affluenza è stata scarsa ma la città è blindata dalle forze dell'ordine. Alle porte di Bourges cinque persone sono state fermate in un'auto diretta in città. Nel bagagliaio, diverse armi improprie. Il conducente era ubriaco e sotto l'effetto di stupefacenti. Uno dei leader dei gilet gialli, Eric Drouet, ha preso le distanze da questa manifestazione.

La situazione a Parigi

A Parigi, i gilet gialli si sono riuniti a Bercy, in periferia, ai piedi del ministero dell'Economia e delle Finanze. I primi gruppi arrivati sono pacifici e a volto scoperto. Si sono diretti alla Bastiglia, quindi agli Champs-Elysees e all'Arco di Trionfo. Si è trattato di circa 3 mila persone, in una città blindata. Altre azioni di protesta si sono svolte in diverse città tra cui Marsiglia, Tolosa, Lione, Strasburgo, Lille, Nantes e Rennes.

Francia blindata

Il governo è tornato a schierare uomini e mezzi in numeri importanti per evitare il ripetersi delle violenze dello scorso weekend. Sono stati posizionati veicoli corazzati della gendarmeria e non meno di 80mila poliziotti e gendarmi dispiegati su tutto il territorio nazionale. Edouard Philippe ha annunciato questa settimana un dispositivo paragonabile a quello dell'8 dicembre scorso. Ad aumentare i timori c'è anche la possibile partecipazione alle proteste dalla comunità rom in seguito all'arresto di Christophe Dettinger, l'ex pugile accusato di aver colpito i gendarmi sabato scorso.

Minacce a deputati di En Marche

Nel Paese intanto si moltiplicano le minacce, anche di morte, contro i deputati En Marche (Lrem), il partito del presidente Macron. A quanto si apprende, sono almeno una cinquantina i parlamentari sinora oggetto di pesanti intimidazioni via posta o sul web. Ma anche di scritte e danneggiamenti davanti alle loro case o uffici nei rispettivi distretti elettorali. Secondo Le Monde, una manciata di parlamentari esasperati, avrebbe evocato la possibilità di dimettersi.

Giornalisti aggrediti

Diversi giornalisti sono stati bersaglio di violenze. Una guardia che accompagnava un gruppo di giornalisti dell'emittente LCI è stata picchiata a Rouen, in Normandia. Un video diffuso dal quotidiano Paris Normandie mostra la guardia, che accompagnava con un collega due giornalisti di LCI, circondata e pestata da diverse persone, alcune delle quali indossavano un gilet giallo. L'uomo ha riportato una frattura al naso. Non basta. A Parigi, una troupe della stessa LCI è stata circondata da manifestanti, un giornalista è stato gettato a terra prima di essere protetto da altri manifestanti. Il ministro della Cultura, Franck Riester, ha denunciato su Twitter un "ignobile linciaggio" a Rouen. Il portavoce del governo, Benjamin Griveaux, ha twittato: "Da settimane i giornalisti sono bersaglio di violenze da parte di manifestanti in Francia". A Tolone, nel sud, due giornalisti video dell'agenzia Afp sono stati inseguiti e minacciati mentre filmavano degli scontri e si sono dovuti rifugiare in un ristorante. A Marsiglia una decina di gilet gialli hanno impedito di lavorare a un giornalista della tv pubblica France 3 e a due fotografi locali, al grido di "l'unica informazione è sui social network". A Tolosa, nel sud-ovest, un gruppo di gilet gialli, secondo il giornalista Lionel Laparade, de La Depeche du Midi, ha aggredito una sua collega sola in automobile.

Belgio: manifestante dei gilet gialli muore investito da tir

In Belgio un manifestante dei gilet gialli è stato investito e ucciso da un tir, in un incidente sull'autostrada E25 nell'est del Belgio. Si tratta del primo decesso nel Paese da quanto sono cominciate le manifestazioni. L'incidente - riporta l'agenzia di stampa belga - è avvenuto la sera di venerdì nella città di confine di Vise sulla E25 che collega Liegi in Belgio a Maastricht, in Olanda. L'uomo è stato investito perché l'autista del mezzo "non l’avrebbe visto", ha riportato il quotidiano regionale L’Avenir. Il movimento dei gilet gialli si è diffuso molto rapidamente in Belgio, in particolare nella regione francofona della Vallonia.

Data ultima modifica 12 gennaio 2019 ore 20:05

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