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Fca vicina ad un accordo con il governo Usa per le emissioni diesel

FCA è accusata di aver installato su 104mila vetture dei dispositivi per aggirare i controlli sulle emissioni (Ansa)
2' di lettura

Il patteggiamento potrebbe essere annunciato a breve e chiude una disputa partita nel maggio 2017. Non sono noti tutti i dettagli, ma dovrebbe prevedere "significative sanzioni civili" ai danni della casa automobilistica

Fca sarebbe vicina ad un accordo con il Dipartimento di Giustizia americano per chiudere la disputa sulle emissioni diesel. Più di due anni fa, la casa produttrice italiana era stata accusata di aver installato su alcune delle sue vetture dei dispositivi che permettevano di aggirare i controlli e superare i limiti sulle emissioni inquinanti. A riportare la notizia sono, tra le altre, le agenzie di stampa Reuters e Bloomberg.

Un'azione legale lunga due anni

L'azione legale del dipartimento di Stato è scattata nel maggio del 2017. La linea seguita con Fca, riporta Bloomberg, è simile a quella adottata con Volkswagen nonostante il caso presenti molte differenze. Innanzitutto la casa tedesca ha ammesso di aver "truccato" 11 milioni di auto nel mondo per frodare le autorità di regolamentazione, di aver ostacolato la giustizia e di aver rilasciato dichiarazioni fuorvianti. Fca ha invece sempre negato di aver usato un software per aggirare i controlli. Molto diversi sono anche i numeri: i modelli interessati sono Jeep Grand Cherokees e Ram 1500, prodotti dal 2014 al 2016, per un totale di 104mila veicoli.

Significative sanzioni civili

Secondo quanto riferisce Reuters, l'accordo potrebbe venire annunciato in settimana (Bloomberg parla invece di un mese) e dovrebbe prevedere "significanti sanzioni civili", oltre all'impegno di Fca a prevenire ulteriori emissioni in eccesso. Queste condizioni erano già state espresse in una lettera inviata dai legali del Dipartimento di Giustizia a Fca nel gennaio 2018. Nell'occasione si precisava che le sanzioni sarebbero dovute essere sufficientemente ampie da servire come deterrente per il futuro e avrebbero dovuto anche "riflettere adeguatamente la serietà della condotta che ha portato a tali violazioni". Nel corso dell'ultimo anno i legali della società e quelli del governo a stelle e strisce avrebbero discusso sulle dimensioni della sanzione. Nel 2015, lo scandalo Dieselgate era costato a Volkswagen più di 25 miliardi di dollari, tra multe e risarcimenti a proprietari di auto, autorità sull'ambiente, Stati e rivenditori.

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