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Germania: hackerati dati di centinaia di politici. Escluso il partito di ultradestra Afd

3' di lettura

A finire sotto attacco tutti i partiti, tranne quello di estrema destra. Le informazioni, sia personali che interne alle organizzazioni, sono state pubblicate su Twitter. La sua portavoce smentisce che la cancelliera Angela Merkel sia rimasta coinvolta

I dati personali di centinaia di politici tedeschi sono stati hackerati e pubblicati su Twitter in un grosso cyberattacco che ha riguardato tutti i partiti, tranne il movimento di estrema destra Afd. Sono stati coinvolti infatti Cdu, Csu, Spd, Verdi, Fdp e Linke, ma non Alternative für Deutschland. La notizia è stata diffusa dalla radio tedesca Rbb. In un primo momento, era stato fatto anche il nome della cancelliera Angela Merkel, fra i convolti nell'attacco hacker. Ma la portavoce della cancelliera Martina Fiez ha smentito, dicendo che non sarebbero stati pubblicati "dati sensibili" di Angela Merkel. Il governo tedesco "prende molto seriamente" l'attacco ai dati personali dei politici tedeschi pubblicati su Twitter e invita a usare "grande prudenza" nel trattare questi dati. Tra i dati rubati ci sono anche quelli di personaggi dello spettacolo, tra cui il presentatore e comico tv Jan Boehmermann, il gruppo hip-hop Kiz, il rapper Marteria, e di numerosi giornalisti. Sulla vicenda è entrato in una riunione d'emergenza permanente il gabinetto di crisi della cyber-difesa tedesca, che riunisce l'Ufficio federale per la difesa della Costituzione, gli agenti dell'Ufficio criminale federale ma anche i servizi segreti nazionali del Bnd.

Pubblicati dati personali e comunicazioni interne dei partiti

Sarebbero stati pubblicati dati personali come numeri di cellulari, dati di carte d'identità, chat, lettere, conti e informazioni di carte di credito, ma anche documenti dei partiti, come comunicazioni interne, elenchi dei membri e lettere di candidature ai congressi. Secondo Bild il numero dei parlamentari coinvolti sarebbe di 405 deputati dell'Unione nel Bundestag, nel parlamento Ue e nei parlamenti regionali, 294 dell'Spd, 105 dei Verdi, almeno 82 della Linke, e 28 dell'Fdp.

Alcuni dati potrebbero non essere autentici

I dati sarebbero stati disponibili online già a Natale, ma i gruppi parlamentari dei partiti coinvolti sono stati avvertiti soltanto ieri. Il governo si è affrettato a spiegare che tra i documenti diffusi non vi sarebbero "materiali sensibili", ma che potrebbero esser stati pubblicati anche dei falsi: al momento è molto complicato stabilire, spiegano gli inquirenti, quali dei dati pubblicati siano autentici e quali no. Il governo sta cercando di capire come i dati siano finiti nelle mani di chi ha aperto l'account, che è già stato chiuso: non è escluso che all'origine ci sia un "buco" nella rete intranet del Bundestag, visto che sono stati hackerati i dati dei gruppi parlamentari dei partiti. Un'altra ipotesi è quella di qualcuno che abbia accesso quotidiano ai dati, una "talpa" nelle istituzioni. Dell'account si sa solo che sarebbe stato gestito da Amburgo.

I Verdi: "Tentativo di destabilizzazione"

Secondo la Frankfurter Allgemeine Zeitung, del leader dei Verdi Robert Habeck sarebbe stata pubblicata parte della corrispondenza privata, così come quelle del segretario generale della Spd, Lars Klingbeil, e dell'ex ministro degli Esteri, Sigmar Gabriel. L'allarme nel mondo politico è alto. La ministra della Giustizia, la socialdemocratica Katarina Barley, ha detto che i responsabili dell'attacco "vogliono danneggiare la fiducia nella nostra democrazia e nelle sue istituzioni". La Fdp ha fatto sapere che è già passata alle vie legali. "È un grave attacco alla democrazia e alla nostra coesione sociale", dice il capogruppo della Linke, Dietmar Bartsch. Di un "tentativo di destabilizzazione" parlano i Verdi, che hanno chiesto un immediato vertice della Commissione Interni e Sicurezza del Bundestag. Alla fine del 2017 le forze di sicurezza avevano rilevato un caso di hackeraggio in grande stile nei confronti di molti deputati del Bundestag. Tre anni fa gli hacker avevano messo fuori uso per giorni la rete interna del parlamento e ancora oggi è mistero sui dati rubati.

Data ultima modifica 04 gennaio 2019 ore 15:13

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