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Voto in Bangladesh, larga vittoria per il partito della premier Hasina

2' di lettura

La Lega popolare bengalese e i suoi alleati ottengono una maggioranza schiacciante con 288 seggi. Le elezioni si sono svolte in un clima di violenza: negli scontri sono morte almeno 17 persone. L'opposizione denuncia intimidazioni e definisce il voto una farsa

L'alleanza al governo in Bangladesh guidata dalla premier Sheikh Hasina ha vinto a larga maggioranza le elezioni di ieri. I risultati del voto sono stati resi noti dalla commissione elettorale. L'alleanza guidata dalla Lega popolare bengalese ha conquistato 288 seggi, ha fatto sapere il segretario della commissione Helal Uddin Ahmed alla fine dello spoglio elettorale. L'opposizione guidata dal noto avvocato Kamal Hossain ne ha avuti solo sette, mentre il Partito nazionale guidato dall'ex presidente H. M. Ershad ne ha conquistati 20. La larga maggioranza ottenuta consente alla Hasina di formare il suo terzo governo consecutivo e il quarto mandato complessivo, dopo la finestra al potere tra il 1996 e il 2001. Le opposizioni hanno respinto l'esito del voto, dopo che almeno 100 candidati si sono ritirati durante le votazioni, e hanno definito l'elezione farsesca chiedendo che una nuova consultazione venga svolta sotto l'autorità di un "governo apartitico".

Violenze durante il voto, almeno 17 morti

Le elezioni in Bangladesh si sono svolte in un clima di violenza, tra scontri e accuse di brogli elettorali. Alla fine della giornata è salito a 17 il bilancio dei morti nelle violenze scoppiate in diverse zone del Paese, come riferisce la Bbc. Circa 600mila addetti alla sicurezza sono stati impiegati per prevenire gli scontri. Le autorità avevano anche ordinato la chiusura di Internet ad alta velocità fino a dopo il voto per impedire la diffusione di "voci" che si temeva potessero scatenare disordini. L'Associated Press ha ricevuto oltre 50 segnalazioni di intimidazioni e minacce ai seggi, denunciate da sostenitori dell'opposizione, anche se non è stata in grado di verificarle in modo indipendente.

Hasina accusata di autoritarismo

Il voto è visto come un referendum sulle tendenze considerate sempre più autoritarie della premier. Hasina, criticata per il suo pugno di ferro, è diventata molto popolare nel Paese grazie a un periodo di forte crescita economica e per aver liberato il Bangladesh della sua immagine di nazione indigente. Il Paese ha anche accolto le centinaia di migliaia di Rohingya in fuga dalla Birmania senza compromettere i rapporti con il governo di Naypyidaw. Ma i suoi critici descrivono la leader come un'autocrate che ha represso l'opposizione con centinaia di arresti di massa dei dissidenti, tra cui sei candidati alle parlamentari, sparizioni forzate e leggi che hanno represso la libertà di stampa.

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