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Bianco, fan di Trump: chi è Cesar Sayoc, arrestato per i pacchi bomba

3' di lettura

L’uomo è stato incriminato formalmente per avere inviato almeno 13 ordigni esplosivi a persone critiche verso il Presidente degli Stati Uniti. Ha 56 anni, precedenti penali e viveva in un furgone tappezzato con foto del presidente americano

Si chiama Cesar Sayoc, è bianco, ha 56 anni, ha precedenti penali ed è il “principale e unico sospettato” per i pacchi bomba indirizzati agli oppositori di Donald Trump negli Stati Uniti. L’uomo - che rischia fino a 48 anni di carcere - è stato fermato ieri, 26 ottobre, e oggi è stato formalmente incriminato per avere inviato almeno 13 ordigni esplosivi a persone critiche verso il presidente Usa, inclusi Barack Obama e Hillary Clinton (un altro pacco bomba, il 14esimo, era indirizzato a uno dei sostenitori dei democratici, Tom Steyer, ma è stato intercettato dall'Fbi).

Chi è Cesar Sayoc

Da quanto è stato reso noto, Cesar Sayoc è un ex spogliarellista ossessionato dal fitness, che aveva come sogno nel cassetto quello di diventare lottatore professionista. Secondo i media americani, aveva anche problemi con l'uso di steroidi. Nato a New York, dove ha conservato vari legami, è domiciliato ad Aventura, a qualche decina di chilometri da Miami, Florida, da dove sono stati spediti molti dei pacchi. Negli ultimi documenti si definiva “manager”, ma la sua attività non è nota. Risulta registrato come repubblicano.

Ha precedenti penali

Grande sostenitore di Trump, Sayoc ha attaccato sui social quasi tutti i destinatari dei pacchi bomba, a partire dal finanziere progressista George Soros, il primo a riceverne uno. Alcuni post dell’uomo su Facebook, in passato, sono stati segnalati e cancellati perché violavano gli standard del social media. Il 56enne ha alle spalle una storia piena di precedenti penali e almeno 8 arresti: non solo per furto, frode e droga, ma anche per una minaccia bomba nel 2002 (un anno e mezzo con la condizionale).

Viveva nel suo furgone tappezzato con foto di Trump

Sayoc - pare dopo che i genitori lo hanno cacciato da casa - viveva nel suo furgone bianco, tappezzato con simboli della presidenza Usa, bandiere americane, poster e adesivi che inneggiano a Trump, slogan contro i democratici, la Cnn e i “media disonesti”. Secondo il Washington Post, il 56enne di recente ha lavorato in una pizzeria della Florida, “New River Pizza and Fresh Kitchen”, e faceva le consegne a domicilio, ma si è licenziato lo scorso gennaio. La manager della pizzeria, Debra Gureghian, ha descritto Sayoc come un tipo strano, che infastidiva i colleghi con i suoi commenti razzisti. Ha poi definito inquietanti gli adesivi sul furgone dell’uomo, tanto che gli era stato chiesto di parcheggiarlo nel retro. “C'erano pupazzi con la testa mozzata, manichini senza testa, Ku Klux Klan, una persona di colore impiccata, simboli contro i gay”, ha raccontato la manager.

Trasferito in un carcere di Miami

Proprio nel furgone bianco fermo in un parcheggio di Plantation, in Florida, gli agenti hanno trovato e fermato Sayoc. L’uomo è stato scovato dall’Fbi nel giro di 48 ore grazie a impronte e tracce di Dna lasciate sui pacchi. Il 56enne è stato trasferito in un carcere di Miami e dovrà comparire in tribunale lunedì, alle 14 locali (le 20 in Italia). Gli vengono contestati cinque crimini federali: trasporto di esplosivo da uno Stato all'altro, spedizione illegale di esplosivo, minaccia contro ex presidenti e altri funzionari eletti, minaccia alle comunicazioni interstatali, assalto a funzionari federali. Sayoc starebbe collaborando con gli inquirenti, ai quali avrebbe detto che non aveva intenzione di uccidere. Da accertare anche se l’uomo è un “lupo solitario”, come sembra, o se ha agito con l’aiuto di alcuni complici.

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