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Khashoggi, "trovate prove omicidio" nel consolato saudita a Istanbul

5' di lettura

Fonti turche, riportate da Al Jazeera e Ap, confermano quanto emerso nell’ispezione dell’edificio. Trump: "Ho sentito il principe saudita Mohammed, ha negato di essere a conoscenza di quanto accaduto"

Si continua ad indagare sulla scomparsa di Jamal Khashoggi (TUTTE LE TAPPE DEL CASO), giornalista dissidente saudita di cui si sono perse le tracce dal 2 ottobre in Turchia. Gli inquirenti turchi avrebbero "trovato prove dell'omicidio" all’interno del Consolato saudita di Istanbul. A dirlo è al Jazeera, che cita fonti anonime della Procura turca. Poco dopo anche Associated Press ha riportato le parole di un funzionario turco secondo cui la polizia ha trovato nell'edificio gli indizi che Khashoggi sarebbe stato ucciso lì. L'Arabia Saudita, si starebbe preparando ad ammettere che l’uomo è stato ucciso in seguito a un interrogatorio finito male nel suo consolato a Istanbul. Interrogatorio che, forse, avrebbe dovuto portare a un sequestro del giornalista dalla Turchia e che, secondo il New York Times, era stato approvato dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. Al momento però, spiega il ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavugsoglu, l'Arabia Saudita non ha fornito alla Turchia alcuna ammissione di responsabilità sulla scomparsa. Intanto, il console saudita a Istanbul è stato richiamato in patria: il diplomatico sarebbe già partito dall'aeroporto Ataturk per Riad.

Trump: il principe ha negato di essere a consocenza di quanto accaduto

E in una telefonata con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump il principe bin Salam ha negato di essere a conoscenza di quanto accaduto al giornalista saudita. Lo ha comunciato lo stesso presidente Trump su Twitter, aggiungendo che "mi ha assicurato che indagini piene e complete sono già state avviate e saranno estese con risultati a breve".

Trovate "prove dell'omicidio" del giornalista

L'ispezione turca all'interno del Consolato saudita di Istanbul, dove secondo al Jazeera gli inquirenti “hanno trovato prove dell'omicidio” del giornalista, è durata oltre 9 ore. Più di 20 gli inquirenti turchi che hanno partecipato all'ispezione. Secondo le tv locali, i magistrati e gli esperti della polizia scientifica turca effettueranno oggi una nuova ispezione nel consolato. La polizia turca ha cercato "materiali tossici", ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, rispondendo alle domande di alcuni giornalisti ad Ankara. "Il nostro obiettivo - ha aggiunto - è di riuscire a raggiungere delle conclusioni che ci diano un'idea ragionevole (di ciò che è accaduto) il più presto possibile, perché le indagini si stanno focalizzando su molte cose".

Il principe ereditario Mohammed bin Salman “approvò” l'interrogatorio

Secondo il New York Times, che cita fonti vicine a Riad, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman “approvò” l'interrogatorio “poi finito male” di Khashoggi - per il quale aveva disposto un trasferimento forzato in Arabia Saudita - nel Consolato di Istanbul. L'ufficiale di intelligence che ha condotto l'interrogatorio, continua la fonte, era “un amico del principe”. Lo 007 si sarebbe spinto troppo oltre, finendo con l'uccidere il giornalista dissidente, “per dimostrare le sue capacità” in un'operazione segreta.

La versione di Riad

L’ok del principe ereditario all’interrogatorio cozzerebbe con la versione di Riad. Ieri, infatti, si era diffusa l’indiscrezione che l'Arabia Saudita fosse pronta ad ammettere che il giornalista è stato ucciso in seguito a un interrogatorio finito male nel suo consolato a Istanbul, ma che - aggiungeva la Cnn – “l'operazione è stata condotta senza autorizzazione e trasparenza e che coloro che sono stati coinvolti saranno ritenuti responsabili”. Altre fonti avevano parlato al Wall Street Journal di “agenti traditori" e specificato che la morte sarebbe avvenuta "per errore". Anche il presidente Usa Donald Trump aveva appoggiato l’ipotesi dei “cani sciolti”.

Ispezione anche nella casa del console saudita

La polizia turca, in giornata, dovrebbe ispezionare anche la residenza del console saudita a Istanbul, che si trova vicino all'edificio del consolato nel quartiere di Levent. A proposito del console, l'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha chiesto che venga revocata l'immunità a lui e allo staff della sede diplomatica. Ma il diplomatico, secondo fonti locali, sarebbe già partito per Riad dopo essere stato richiamato ufficialmente in patria. Intanto l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini ha "ribadito più volte il pieno sostegno a un'inchiesta trasparente e completa" su quanto accaduto.

A Riad il segretario di Stato Usa

Per parlare degli sviluppi del caso e “arrivare in fondo alla vicenda” è arrivato a Riad il segretario di Stato Usa Mike Pompeo: ha incontrato il re Salman e il principe ereditario Mohammed Bin Salman. "Siamo forti e antichi alleati. Affrontiamo le nostre sfide insieme" e così "in passato, oggi, domani", ha detto il principe parlando con Pompeo, che dopo la visita in Arabia Saudita dovrebbe andare in Turchia. I big della Finanza Usa, invece, si sfilano dalla “Davos del deserto”, il vertice internazionale in programma a Riad dal 23 al 25 ottobre patrocinato dal principe ereditario Mohammed bin Salman. Ufficialmente, come spiega il Washington Post, gli ad dei vari gruppi non parteciperanno al meeting per ragioni tecniche di varia natura ma è chiaro il legame con il caso di Jamal Khashoggi.

Data ultima modifica 16 ottobre 2018 ore 21:00

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