Khashoggi, secondo i media turchi sarebbe stato "sciolto nell'acido"

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Continuano le indagini sul caso del giornalista saudita, scomparso tredici giorni fa dopo essere entrato nel consolato del suo Paese a Istanbul

Il corpo del giornalista dissidente saudita Jamal Khashoggi, scomparso tredici giorni fa in Turchia, potrebbe essere stato sciolto nell'acido. A scriverlo tra gli altri è il quotidiano Haberturk, che cita fonti vicine all'indagine.

L'ipotesi che sia stato sciolto nell'acido

Secondo quanto appreso dal giornale e altri media turchi, la polizia turca "ha cominciato a indagare seriamente" sull'ipotesi che il corpo di Khashoggi possa essere stato fatto sparire utilizzando l'acido. Un'ipotesi sulla quale – dicono le agenzie di stampa – starebbero lavorando anche gli agenti del Mit, i servizi segreti di Ankara, e che sarebbe partita dalla denuncia di Turan Kislakci, amico di Khashoggi e capo dell'Associazione dei media turco-arabi. Fin dalle prime ore dopo la sparizione, Kislakci ha infatti sempre sostenuto che gli assassini del giornalista si sarebbero immediatamente disfatti del corpo.

Interesse internazionale

La scomparsa del giornalista, che potrebbe essere stato ucciso dai sauditi per le sue posizioni critiche verso il principe ereditario Mohammed bin Salman, scuote l'opinione internazionale; secondo fonti ben informate, Gran Bretagna e Stati Uniti starebbero  considerando l'ipotesi di boicottare la Conferenza sugli investimenti  - nota come Davos del deserto - che si terrà a Riad dal 23 al 25  ottobre. I gruppi editoriali di molte testate, tra cui Cnn e Financial Times, hanno invece già deciso di ritirarsi dall'evento.

Trump chiede indagine aperta

Trump, che si augura una "indagine aperta sul caso", non ha escluso che il giornalista dissidente possa essere stato ucciso da "delinquenti comuni". Presto, però, il segretario di Stato americano Mike Pompeo incontrerà il re saudita Salman per un confronto sulla sparizione di Khashoggi. 

La sparizione di Jamal Khashoggi

Jamal Khashoggi, penna scomoda per la dinastia saudita di Riad, un anno fa era stato costretto all'esilio negli Usa, da dove aveva però continuato – con i suoi editoriali per il Washington Post – a denunciare la repressione politica e la censura nel Paese, oltre alle pressioni sul Qatar o il coinvolgimento saudita nella guerra in Yemen. È scomparso il 2 ottobre scorso dopo essere entrato nel consolato dell'Arabia Saudita a Istanbul; da lì, secondo quanto sostenuto dalla sua compagna, Khashoggi non sarebbe mai più uscito e – sostengono i servizi segreti turchi – sarebbe stato ucciso da una quindicina di sauditi che quello stesso giorno avrebbero fatto rientro nel loro Paese. Proprio i locali del consolato – si legge ancora su Hurriyet Daily News – saranno perquisiti lunedì 15 ottobre alla ricerca di prove, dopo le pressioni internazionali nei confronti della Turchia affinché faccia luce sul caso.  

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