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Serena Williams penalizzata, dibattito in Rete: se fosse stata uomo...

3' di lettura

Billie Jean King e Victoria Azarenka hanno espresso solidarietà alla 37enne che ha perso la finale degli Us Open ed è stata protagonista di una sfuriata contro l’arbitro, subendo una dura penalizzazione. "Se fossi stato un uomo non sarebbe successo", si è sfogata

Se fosse stata un uomo, sarebbe successa la stessa cosa? E' questo il tema che anima il dibattito in Rete dopo il "caso Serena Williams". La campionessa, che ha perso la finale degli Us Open a Flushing Meadows, in campo è stata infatti  protagonista di una forte litigata col giudice di sedia, culminata con la decisione dell'arbitro di penalizzarla togliendole un game. "Se fossi stato un uomo tutto questo non sarebbe successo", si è sfogata a fine gara la sportiva statunitense. Denuncia raccolta e rilanciata in Rete da diverse donne dello spettacolo e dello sport, prima fra tutte le campionesse Billie Jean King e Victoria Azarenka che su Twitter hanno aperto il dibattito su sessismo e parità di genere. 

La denuncia a fine gara

La "divina", battuta in finale (6-2, 6-4) da Naomi Osaka, la prima giapponese a vincere un Major, è stata penalizzata dal giudice Carlos Ramos per tre violazioni del codice: per aver ricevuto consigli dal suo allenatore seduto sugli spalti; per aver rotto la racchetta, che le è costato un punto; e per aver chiamato il giudice di sedia "ladro", il che le è costato un game.

"La mia è una battaglia per le donne", ha dichiarato Williams in conferenza stampa, sostenendo che gli uomini, sui campi da tennis, sono trattati con minore rudezza. "Ho visto altri uomini dire altre cose agli arbitri. Sono qui in lotta per i diritti delle donne, l'uguaglianza delle donne. Essere penalizzata con la perdita di un gioco per averlo chiamato ladro è una decisione sessista".

La difesa su Twitter

La vicenda è diventata l'occasione per riflette sulla parità di genere. Sono intervenute a favore di Williams due campionesse del passato e del presente come Billie Jean King e Victoria Azarenka. La prima, che nel 1973 sconfisse un campione maschile del tennis come Bobby Riggs (una storia raccontata di recente nel film La battaglia dei sessi), ha denunciato un episodio che ritiene sessista: “Quando una donna è emotiva, è ‘isterica’ ​​ed è penalizzata per questo - ha twittato - Quando un uomo fa lo stesso, è ‘schietto’ e non ci sono ripercussioni. Grazie, @serenawilliams, per aver chiamato questo doppio standard. Sono necessarie più voci per fare lo stesso”. Un commento che è stato retwittato migliaia di volte. A stretto giro è intervenuta anche Azarenka: la tennista bielorussa numero 1 al mondo tra il 2012 e il 2013 condivide l’opinione di King: "Se fosse stato un match maschile, non sarebbe finita così", ha scritto, sempre via Twitter. A supporto della campionessa statunitense è intervenuta anche Ellen Degenerees, che ha ringraziato Serena "per aver cambiato il mondo in meglio".

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