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Aperti i seggi in Zimbabwe per le prime elezioni del post-Mugabe

Al momento il favorito sembra essere il presidente di transizione Emmerson Mnangagwa (Getty Images)
4' di lettura

Sono più di 5,6 milioni i cittadini chiamati a scegliere il nuovo presidente, ma anche deputati e consiglieri municipali. Tra i 23 candidati, il favorito per la più alta carica dello Stato è Emmerson Mnangagwa

In Zimbabwe sono cominciate le elezioni generali che porteranno alle urne più di 5,6 milioni di cittadini. Definite "storiche" da più parti, rappresentano la prima tornata elettorale dalla caduta del regime di Robert Mugabe, dopo 37 anni al potere. Gli elettori dovranno esprimersi sul nuovo presidente, ma anche su deputati e consiglieri municipali. I candidati alla presidenza sono in tutto 23, di cui 19 uomini e quattro donne, e al momento il favorito sembra essere il presidente di transizione Emmerson Mnangagwa. Nel caso in cui nessuno dei contendenti in corsa dovesse raggiungere la maggioranza assoluta dei voti, i due con più preferenze si sfideranno in un ballottaggio, che è già stato fissato per l'8 settembre.

Il grande favorito è 'Crocodile'

Gli ultimi sondaggi vedono in vantaggio Emmerson Mnangagwa, l’ex vice di Mugabe che gli è succeduto lo scorso 21 novembre alla guida del Paese e del partito Zanu-Pf. Estromesso inizialmente dalla vice presidenza a causa delle ambizioni politiche dell'ex first lady, Grace Mugabe, grazie al sostegno dei militari Mnangagwa è riuscito a tornare in sella subito dopo le dimissioni dell'anziano leader e a diventare presidente di transizione. 'Crocodile', soprannome che fa riferimento al suo eroismo durante la guerra di liberazione dello Zimbabwe dalla Gran Bretagna, in qualità di esponente di spicco del 'Crocodile Gang' negli anni Sessanta, in questi mesi si è impegnato per un voto non violento, libero, equo e credibile, riaprendo il Paese dell'Africa australe agli osservatori internazionali dopo 16 anni di assenza. Durante la campagna elettorale Mnangagwa ha promesso il rilancio dell'economia e l'apertura ad investitori stranieri, anche attraverso l'applicazione della controversa legge fondiaria per restituire ai 'white farmers' le terre di cui sono stati privati a partire dal 2000. Nel programma c’è anche la strenua lotta alla corruzione, che ha già trovato applicazione nei giorni scorsi con la condanna a due anni di carcere proprio per questo reato dell'ex ministro dell'Energia, Samuel Undenge.

Chamisa e gli altri candidati

Oltre a Robert Mugabe, tra coloro che non prenderanno parte a queste elezioni c’è anche lo storico oppositore di governo, Morgan Tsvangirai, deceduto cinque mesi fa. Proprio il suo successore alla guida del principale partito di opposizione, il Movimento per il cambiamento democratico (Mdc), Nelson Chamisa è considerato il principale avversario di Mnangagwa. Da sempre forte oppositore del governo di Mugabe, il candidato quarantenne per riuscire a vincere dovrà però convogliare su di lui tutti i voti di un partito molto diviso dopo il decesso del suo fondatore. Tra gli altri 21 candidati in lizza ci sono anche l'ex vice-presidente Joice Mujuru, l'ex-ministro Nkosana Moyo, lo scultore e musicista Taurai Mteki e lo storico difensore dei diritti umani Lovemore Madhuku.

Paura per il post elezioni

Negli ultimi 20 anni lo Zimbabwe è stato il paese dell’Africa australe che ha registrato più violenze elettorali, compiute nella maggior parte dei casi da milizie armate contro oppositori e civili. Durante le elezioni del 2008, ad esempio, più di 200 persone sono rimaste uccise. Ciononostante l’ultima campagna elettorale, ad esclusione dell'attacco contro Mnangagwa durante un comizio elettorale a Bulawayo lo scorso giugno, è stata insolitamente pacifica e partecipata. Ora, però, i timori degli osservatori si concentrano sul momento della proclamazione dei risultati, quando le forze armate potrebbero non accettare il responso delle urne. Per scongiurare questa ipotesi il colonnello Overson Mugwisi, portavoce dello stato maggiore, ha assicurato la neutralità dei militari durante e dopo il voto del 30 luglio.

Mugabe voterà il capo dell’opposizione

In un discorso a sorpresa alla vigilia, il 94enne Mugabe ha dato il suo appoggio indiretto a Chamisa, nonostante sia il capo del principale partito di opposizione. L'ex leader del Paese, parlando dalla sua abitazione nella capitale, Harare, ha detto di essere stato estromesso nell'ambito di un colpo di Stato militare e di essersi dimesso "per scongiurare un bagno di sangue ed evitare un conflitto tra esercito e popolazione". Motivo per il quale "non posso votare per quelli che mi hanno tormentato". Nel discorso, Mugabe ha augurato a Chamisa, l'unico candidato valido a suo dire, di portare a casa un buon risultato alle urne: "Spero che il voto di domani spazzi via il governo militare e ci riporti la costituzionalità".

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