Cos'è Schengen e quando è stato sospeso

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Il trattato consente la libera circolazione in Europa ed è stato firmato nel 1985. I Paesi che aderiscono sono 26, ma possono temporaneamente ripristinare i controlli alle frontiere interne. Dal 2006, secondo la Commissione europea, è successo un centinaio di volte 

Firmato il 14 giugno 1985 a bordo della “Maria-Astrid”, un battello ancorato per l'occasione in un piccolo porto lussemburghese sulla Mosella, il trattato di Schengen sancisce la libera circolazione in Europa. Da quando è entrato in vigore, è stato sospeso diverse volte: un centinaio dal 2006, secondo i dati della Commissione europea. Si tratta di sospensioni temporanee che i diversi Paesi possono decidere in caso di minaccia per l'ordine pubblico o per la sicurezza nazionale. Ma il sistema, nel corso degli anni, ha sollevato polemiche soprattutto tra gli euroscettici secondo i quali favorirebbe i flussi migratori. A metterlo a dura prova anche il terrorismo. Al momento, i Paesi che hanno ufficialmente ripristinato i controlli interni sono sei: Francia, Germania, Austria, Danimarca, Norvegia e Svezia.

Si può sospendere Schengen?

Nel corso degli anni, quindi, è capitato che l'accordo venisse sospeso. Questo vuol dire che, per alcuni periodi e in alcuni Paesi, sono stati ripristinati i controlli alle frontiere interne (tutte o su alcuni tratti) in entrata e in uscita. Sospendere Schengen temporaneamente, come spiega l’articolo 25 del codice, è nelle facoltà di un Paese “in caso di minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza interna di uno Stato membro”. Si può, si legge, “in via eccezionale ripristinare il controllo di frontiera in tutte le parti o in parti specifiche delle sue frontiere interne per un periodo limitato della durata massima di trenta giorni o per la durata prevedibile della minaccia grave se questa supera i trenta giorni”. Per “circostanze eccezionali”, poi, al massimo si può arrivare a una proroga di due anni. Periodo che il blocco anti-Schengen vorrebbe allungare.

Quando è stato sospeso

La Commissione europea elenca tutte le volte che Schengen è stato sospeso e che, quindi, in un Paese sono stati ripristinati i controlli: dal 2006 è successo ufficialmente 98 volte. Schengen viene spesso sospeso dai vari Stati in concomitanza con vertici internazionali, come in Italia per il G8 di Genova nel 2001, per quello dell’Aquila nel 2009 e per il G7 di Bari e Taormina nel 2017. È successo anche per eventi sportivi: il Belgio, ad esempio, ha sospeso la libera circolazione per gli Europei del 2000 e lo stesso ha fatto il Portogallo per quelli del 2004, l'Austria nel 2008, la Polonia nel 2012 e la Francia nel 2016. La Norvegia ha ripristinato i controlli per la cerimonia dei premi Nobel nel 2009 e nel 2012. Malta ha fatto lo stesso per la visita del Papa nel 2010 e l'Estonia per quella del presidente Usa nel 2014. La Spagna, invece, ha sospeso Schengen per il matrimonio dell’allora principe ereditario (e ora re) Felipe.

Le sospensioni legate al terrorismo e al flusso di migranti

Negli ultimi anni, comunque, la maggior parte delle sospensioni sono state legate al terrorismo (soprattutto dopo gli attentati) e all’emergenza migranti. Schengen, ad esempio, è stato sospeso in Norvegia e Svezia nel luglio 2011 dopo la strage nell'isola di Utøya. In Francia, i confini sono chiusi fino ad ottobre 2018: una misura presa nel 2015 dopo gli attentati di Parigi. Nell’ultimo periodo, poi, altri Paesi hanno reintrodotto temporaneamente i controlli alle frontiere esterne per limitare il flusso di migranti. Nel 2015, per qualche settimana, l'hanno fatto Ungheria e Slovenia. Da mesi, invece, Schengen è sospeso in Germania (da ottobre 2015), Austria (da settembre 2015), Danimarca (da gennaio 2016), Norvegia e Svezia (entrambe da novembre 2015): i controlli, salvo ulteriori proroghe, dovrebbero cadere nel novembre 2018. Anche se i Paesi interessati non sembrano disposti a "riaprirsi". Di recente, a mettere a rischio la libera circolazione in Europa è l'accordo nel governo tedesco sui respingimenti. L'Austria, se Berlino chiuderà le proprie frontiere, si è detta pronta a blindare il Brennero. Con una chiusura a catena delle frontiere che potrebbe mettere definitivamente in crisi Schengen.

Cos’è Schengen

L'accordo di Schengen prevede il movimento di persone, merci e servizi all’interno di 26 Paesi del Vecchio Continente (22 membri Ue più quattro esterni: Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera). La circolazione è facilitata all’interno dei confini europei, non quando si accede dall’esterno. Dopo l'accordo del 1985, nel 1990 è arrivata una prima convenzione applicativa (entrata in vigore nel 1995) e nel 2006 un regolamento che è stato aggiornato e modificato nel corso degli anni. Schengen, quindi, è effettivo dal 26 marzo del 1995, quando i primi sette Paesi hanno lasciato cadere i controlli alle frontiere: Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda e Lussemburgo. L’Italia si è aggiunta nel 1997. Oggi, come detto, lo spazio Schengen riguarda 26 Paesi e oltre 400 milioni di cittadini. Il trattato prevede che non vengano effettuati controlli alle frontiere interne dei Paesi interessati, ma solo su quelle esterne. Tra gli Stati Schengen, quindi, si può circolare liberamente e si viene controllati solo quando si esce dalla frontiera condivisa dello spazio. I cittadini Ue che tornano nell’area Schengen sono sottoposti a una verifica minima, mentre quelli di Paesi terzi vengono sottoposti a un controllo maggiore.

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