Brexit, Airbus: senza accordo con Ue stop a investimenti in Gb

Airbus genera in Gran Bretagna 1,9 miliardi di euro all'anno in entrate fiscali (archivio Getty Images)
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Il consorzio aerospaziale europeo è pronto ad abbandonare i 25 siti di produzione nel Paese senza garanzie sull'applicazione dei regolamenti continentali. A rischio ci sono 14mila posti di lavoro degli stabilimenti impiegati per la costruzioni delle ali degli aeromobili

Il consorzio aerospaziale europeo Airbus è pronto a rivedere i suoi investimenti in Gran Bretagna qualora le condizioni della Brexit non fossero decise in accordo con l'Unione europea. Lo annuncia la stessa multinazionale in una nota diramata nella notte del 21 giugno precisando quelle che sono le preoccupazioni legate all'uscita della Gran Bretagna dall'eurozona.

A rischio 14mila lavoratori

Secondo quanto si apprende dalla "valutazione del rischio" pubblicata sul sito dell'azienda, Airbus sarebbe pronta ad abbandonare i piani di produzione delle ali degli aeromobili previsti per le fabbriche britanniche. A preoccupare maggiormente il gruppo sarebbe la possibilità che i regolamenti europei non vengano più applicati a partire dal marzo del 2019 (data ufficiale della fuoriuscita dall'Unione) con la conseguente incertezza sulle procedure doganali. Del consorzio europeo, creato nel 1970, fa parte da sempre con una quota del 20% la britannica British Aerospace, che potrebbe ora subire la decisione di Airbus di trasferire la produzione in Nord America, Cina o altrove nell'UE. A rischio ci sarebbero non solo i 14mila lavoratori impiegati direttamente in 25 siti di produzione in Gran Bretagna, ma anche gli oltre 110mila posti di lavoro dell'indotto. Uno scenario che, secondo Airbus, in assenza di accordi, porterebbe a conseguenze "catastrofiche" che potrebbero costare alla società miliardi di sterline.

Il rischio perdite di Airbus

"Abbiamo cercato di evidenziare le nostre preoccupazioni negli ultimi 12 mesi, senza successo" ha fatto sapere Tom Williams, Ufficiale capo operazioni di Airbus. Per Williams "uno scenario senza accordi minaccia direttamente il futuro di Airbus nel Regno Unito". Nel documento pubblicato giovedì l'azienda, che genera 1,7 miliardi di sterline (1,9 miliardi di euro) di entrate fiscali nel Regno Unito, sottolinea come l'abbandono del mercato unico, dell'unione doganale e della Corte di giustizia europea potrebbero avere conseguenze economiche molto pesanti per gli affari del consorzio sull'Isola. Secondo la valutazione del rischio pubblicata da Airbus, operare secondo le regole dell'OMC potrebbe costare alla società miliardi di sterline ogni settimana in perdita di fatturato. Quella di giovedì è l'ennesima richiesta di chiarezza sul processo di Brexit avanzata da Airbus. Già lo scorso marzo, Katherine Bennett, vicepresidente senior di Airbus nel Regno Unito, aveva dichiarato alla radio della Bbc che un'attesa di tre ore su un camion a Dover "sarebbe un problema critico per Airbus", così come sarebbero problematici continui ritardi di voli cargo contenenti ali completate in partenza verso l'Europa. Bennett ha dichiarato: "È fondamentale per la nostra azienda garantire che le ali che costruiamo a Broughton e a Filton possano raggiungere la Francia e la Germania per la catena di montaggio finale". Bennett ha aggiunto che Airbus spende circa 5 miliardi di sterline ogni anno nella catena di fornitura del Regno Unito e che ciò rende "molto importante che le parti non vengano trattenute nei magazzini. Abbiamo un sistema di consegna just-in-time".

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