Arabia Saudita, Ong denuncia arresto altre 2 attiviste diritti donne

Una donna saudita mostra la sua patente di guida (foto: GettyImages)
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Sono state fermate poco prima della revoca del divieto di guida per le donne, in vigore dal 24 giugno. A denunciarlo l'organizzazione Human Rights Watch, che parla di "repressione implacabile del movimento per i diritti delle donne"

Ancora arresti in Arabia Saudita: due attiviste sono state fermate poco prima della revoca del divieto di guida per le donne che entra in vigore il 24 giugno. A denunciarlo è stata l'organizzazione Human Rights Watch (Hrw), che parla di una "repressione implacabile del movimento per i diritti delle donne" da parte delle autorità di Riad. A “numerosi altri" attivisti arrestati in passato è stato "imposto il divieto di lasciare il Paese”, già a partire dal mese scorso.

Arrestati molti attivisti dei diritti

All'inizio del mese, le autorità avevano annunciato l'arresto di 17 persone accusate di aver messo in pericolo la sicurezza del Regno wahabita. Le associazioni per i diritti dell'uomo hanno individuato tra i fermati diverse attiviste note per l'impegno a favore del diritto di guidare e per la fine del “tutorato” maschile obbligatorio. Nouf Abdelaziz è stata arrestata dopo aver espresso pubblicamente la sua solidarietà con le fermate e al-Zahrani è stata interrogata qualche giorno dopo; entrambe sono detenute in un luogo segreto, ha fatto sapere Hrw. "Il governo saudita sembra determinato a non lasciare alcun spazio ai suoi cittadini, neanche per esprimere un sostegno retorico agli attivisti imprigionati", ha sottolineato Sarah Leah Whitson, direttrice per il Medio Oriente dell'organizzazione internazionale.    

Negli ultimi mesi dello scorso anno, le autorità del regno arabo hanno avviato una serie di aperture nei confronti della società, in particolare delle donne, permettendo a queste ultime di guidare, di partecipare a concerti e assistere a partite di calcio. Tuttavia, nonostante le riforme introdotte, le donne in Arabia Saudita non hanno la possibilità di vivere una vita in maniera indipendente. Secondo la legge in vigore nel regno, un membro maschio della famiglia (normalmente il padre, il marito o un fratello) deve concedere il proprio permesso a una donna perché questa possa studiare, viaggiare o eseguire qualsiasi altra attività.

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