Moschee chiuse, Erdogan: "Decisione Austria porta a guerra religione"

Foto d'archivio: GettyImages
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"Queste misure prese dal cancelliere austriaco stanno, io temo, portando il mondo verso una guerra fra Crociati e la Mezzaluna", ha detto il presidente turco a Istanbul. Vienna, nei giorni scorsi, ha chiuso alcuni centri islamici ed espulso degli imam

"Queste misure prese dal cancelliere austriaco stanno, io temo, portando il mondo verso una guerra fra Crociati e la Mezzaluna". Così il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha avvertito all'Austria che nei giorni scorsi, ha chiuso alcune moschee ed espulso degli imam. Parole dure sulla stessa linea di quanto già detto dal suo stesso portavoce, Ibrahim Kalin, nel giorno stesso in cui è stato emanato il provvedimento. Lo scorso 8 giugno Kalin aveva infatti commentato su Twitter la decisione come “il frutto dell'ondata anti-islamica, razzista, discriminatoria e populista" nel Paese, accusando Vienna di voler "trarre vantaggi politici colpendo le comunità musulmane".

Il provvedimento

Il governo di Sebastian Kurz ha disposto la chiusura di 7 templi islamici dell'associazione turca Atib (Turkish-Islamic Union for Cultural and Social Cooperation in Austria). Come hanno spiegato il cancelliere austriaco Sebastian Kurz e il ministro dell'Interno Herbert Kickl, i capi religiosi dell'associazione Atib sono accusati di finanziamenti illeciti dall'estero e di violazione della legge sull'islam. Una decisione, quella dell'Austria, che  il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva così commentato: “Credo nella libertà di culto, non nell'estremismo religioso. Chi usa la propria fede per mettere a rischio la sicurezza di un paese va allontanato”.

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