Negò torta per nozze gay, Corte Suprema Usa dà ragione al pasticciere

Foto d'archivio (ansa)
3' di lettura

La vicenda è del 2012, quando una coppia omosessuale si vide rifiutare il servizio in una pasticceria di Denver perché contro la religione del titolare. Con questa decisione viene respinto il reclamo presentato dalla Commissione per i diritti civili del Colorado

Nel 2012, in nome del Primo Emendamento, rifiutò di preparare una torta nuziale a una coppia gay per ragioni religiose. Adesso, la Corte Suprema del Colorado gli dà ragione. Con decisione non unanime - sette giudici contro due - la Corte ha respinto il reclamo presentato dalla Commissione per i diritti civili del Colorado contro un pasticciere. Per lui l'accusa era di aver violato le leggi anti-discriminazione dello Stato, in base alle quali ai commercianti è vietato rifiutare i loro servizi sulla base di razza, sesso, stato coniugale o orientamento sessuale. Un caso, questo, che ha diviso l'America: da un lato gli attivisti dei diritti gay schierati con la coppia, dall'altra i sostenitori del pasticciere.

Dal rifiuto della torta ai tribunali

La vicenda risale a sei anni fa, quando una coppia di omosessuali voleva commissionare al pasticciere di Denver una torta per festeggiare il loro matrimonio, che era stato celebrato un anno prima in Massachusetts. "Mi dispiace, ragazzi. Non faccio dolci per matrimoni gay", aveva risposto il titolare della pasticceria. Il motivo? Era in contrasto con la sua fede cristiana. La coppia, ricostruisce il New York Times, aveva reso nota la vicenda sui social e aveva riferito di essersi sentita umiliata. Immediatamente i due avevano presentato una denuncia alla Commissione per i diritti civili del Colorado, che si espresse contro la condotta, ritenuta discriminatoria, del negoziante. Il verdetto fu confermato anche dalla Corte d'appello del Colorado. La causa è approdata poi alla Corte Suprema che, dopo sei anni di querelle giudiziaria, ha dato ragione al pasticciere.

La decisione della Corte Suprema

Il collegio, però, non ha deciso sulla questione più generale se un esercizio commerciale può negare il proprio servizio agli omosessuali: si è limitato a censurare la Commissione per i diritti umani del Colorado. Per la Corte Suprema, infatti, ha mostrato ostilità verso la religione. Il giudice Anthony Kennedy, che con il suo voto aveva aperto al riconoscimento delle nozze gay negli Stati Uniti nel 2015, nella sua opinione di maggioranza ha affermato che la questione "deve attendere una ulteriore elaborazione". Diversi i ricorsi simili pendenti, incluso uno alla Corte Suprema da parte di un fiorista che si è rifiutato di vendere fiori per un matrimonio gay.

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