Starbucks, 8.000 caffetterie chiuse per il corso anti-razzismo

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Dopo l'episodio di Philadelphia, l'azienda ha istituito questi corsi per impedire che i dipendenti discrimino ancora i clienti di colore: "non è una soluzione, ma è un primo passo"

Ieri 8mila Starbucks negli Stati Uniti sono rimasti chiusi. Per quattro ore circa 175.000 impiegati della catena di caffetterie sono stati impegnati in un corso anti-razzismo. La decisione di istituire il training è stata presa dopo che due uomini di colore sono stati arrestati in un punto vendita di Philadelphia lo scorso 12 aprile. Come ha dichiarato l'azienda, "non è una soluzione, ma un primo passo".

Fermi 8mila locali

I coffee shop della catena hanno chiuso nel primo pomeriggio, permettendo ai 175mila impiegati di accedere al training per "comprendere i pregiudizi razziali e il loro impatto sull'edilizia pubblica negli Stati Uniti". Affissa a uno dei numerosi store Starbucks nei pressi di Times Square, una locandina ha avvertito la clientela della chiusura "in modo tale che il nostro team possa riconnettersi con la nostra mission e condividere idee su come rendere ancora più accogliente Starbucks".

Taccuini e video

Ognuno dei partecipanti ha ricevuto un opuscolo intitolato "Il mio taccuino", su cui c'erano domande del tipo "Cosa rende me, me e tu, tu?". I partecipanti hanno anche assistito a dei video illustrativi su dei tablet, a cui è seguito un gruppo di discussione su vari temi, tra cui il razzismo. Tra questi, in una clip illustrativa del corso, è stato mostrato il momento dell'arresto di Rashon Nelson e Donte Robinson. "Questo è ciò che non aspiriamo ad essere", recita una voce in sottofondo. Inoltre, gli impiegati dovranno guardare il documentario "You're Welcome" di Stanley Nelson, che racconta l'esperienza delle persone di colore negli spazi pubblici.

L'episodio di Philadelphia

Starbucks ha programmato il corso dopo l'episodio avvenuto in una caffetteria di Philadelphia ai danni di due avventori di colore. I due uomini erano entrati per chiedere di usare il bagno. Alla richiesta un impiegato ha risposto che l'uso della toilette era riservata soltanto ai clienti paganti. A quel punto i due si sono seduti all'interno del negozio senza fare alcuna ordinazione, provocando la reazione del personale che ha chiamato la polizia. Una volta sul posto gli agenti hanno ammanettato i due uomini e li hanno portati in caserma con l'accusa di sconfinamento, nonostante sostenessero di essere lì per un incontro d'affari. Dopo otto ore sono stati rilasciati senza che contro di loro fosse stata formulata alcuna accusa ufficiale.

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