Suicidio assistito, morto a 104 anni lo scienziato David Goodall

Lo scienziato David Goodall un giorno prima della sua morte (foto: Ansa)
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Il biologo australiano ha scelto la Svizzera per morire "in pace". Ha voluto l’Inno alla Gioia di Beethoven come sottofondo per l'iniezione di barbiturici. Era un ricercatore associato onorario dell'Università Edith Cowan di Perth

Con un’iniezione di barbiturici e l’Inno alla Gioia di Beethoven in sottofondo, è morto David Goodall, lo scienziato australiano di 104 anni arrivato in Svizzera per un aiuto al suicidio. L’uomo non soffriva di alcuna malattia in fase terminale ma la sua qualità di vita si era deteriorata: il rinomato biologo, non lo accettava. Si è spento circondato dai nipoti e accompagnato da Philip Nitschke, fondatore dell'organizzazione svizzera "Exit International" per il suicidio assistito.

Il suicidio assistito

“Alle 12.30 di oggi (10 maggio) il professor David Goodall, 104 anni, è morto in pace al Life Cycle di Basilea, in Svizzera, per un’iniezione di Nembutal”, ha scritto su Twitter Nitschke, annunciando così la morte dello scienziato. "Era tranquillo e voleva che tutto avvenisse il più velocemente possibile", ha aggiunto il portavoce dell’organizzazione. David Goodall, come da lui stesso dichiarato, avrebbe preferito morire in Australia, dove però non è permesso usufruire di un aiuto al suicidio (dal 2019 sarà ammessa l'eutanasia ma solo per i malati terminali con un'aspettativa di vita inferiore a sei mesi). Aveva detto di essere contento di morire e speranzoso che la sua decisione potesse aiutare la discussione sull’eutanasia per le persone anziane. Secondo l’uomo, “a partire dalla mezza età le persone dovrebbero avere il diritto di scegliere da sole quando e dove morire”.

Una vita per la scienza

Goodall era un ricercatore associato onorario dell'Università Edith Cowan di Perth, in Australia. Ha pubblicato decine di studi, anche recentemente, e collaborava con diversi periodici di ecologia. Goodall non soffriva di alcuna malattia in fase terminale ma la sua qualità di vita si era deteriorata. "Non ho più voglia di vivere, sono felice di avere la possibilità di farla finita e apprezzo l'aiuto dei medici che lo renderanno possibile", aveva detto ai giornalisti poche ore prima dell’iniezione, che lui stesso ha effettuato. In passato aveva tentato il suicidio e in seguito a una caduta a casa aveva deciso di cercare un aiuto per un suicidio assistito. Disperdere le ceneri, senza sepolture o cerimonie: queste le disposizioni dello scienziato, rese note da Exit. Il 104enne non credeva in una vita dopo la morte.

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