Strage Toronto, killer incriminato per omicidio volontario

4' di lettura

L'omicida, uno studente canadese di 25 anni, forse di origini armene e senza apparenti legami con il terrorismo, era alla guida del furgone che ha investito i pedoni nella città dell’Ontario. Sono 10 le persone che hanno perso la vita, identificata la prima vittima

Alek Minassian, il venticinquenne canadese che ieri, 23 aprile, alla guida di un furgone bianco preso a noleggio, ha fatto una strage investendo i passanti su un marciapiede di Toronto, è comparso davanti a una corte ed è stato incriminato per il reato di omicidio volontario e per quello di tentato omicidio per le persone ferite. Il bilancio delle sue vittime è salito a 10 mentre i feriti sono 15, di cui quattro in condizioni gravi. Un "attacco deliberato", spiegano gli investigatori, anche se al momento, ha sottolineato il capo della polizia, non ci sono connessioni con l'ipotesi terrorismo e non sono stati individuati rischi per la sicurezza nazionale. Nessuna pista è ancora stata esclusa, ma fonti vicine alle indagini spiegano che quella principale è legata al gesto di una persona mentalmente instabile.

Identificata la prima vittima

Intanto, mentre Alek Minassian veniva incriminato, è stata identificata la prima delle sue vittime. Si chiama Anne Marie D'Amico, una dipendente di Invesco, azienda americana che si occupa di gestione degli investimenti. La donna - secondo quanto si apprende - non era cittadina italiana nonostante il cognome.

Chi è Alek Minassian

Dopo essere stato arrestato, Minassian è stato identificato: cittadino canadese, forse di origini armene, anche se di lui si sa ancora poco. Residente a Richmond Hill, una località dell'Ontario a mezz’ora di macchina da Toronto, sarebbe uno studente universitario iscritto al Seneca College, un ateneo specializzato soprattutto in arti applicate, design e tecnologie, dove il 25enne sembra studiasse informatica. Non sarebbe affiliato ad alcun gruppo terroristico organizzato e, confermano negli ambienti investigativi, non ci sarebbero al momento prove di una sua eventuale radicalizzazione. La polizia ha smentito la notizia, riportata da alcuni media, secondo cui il ragazzo sarebbe una persona già nota alle forze dell'ordine. Secondo altre fonti, gli investigatori avrebbero scoperto che il giovane avrebbe più volte fatto ricerche sul web sulla strage del 2014 di Isla Vista, in California, quando un ragazzo di 22 anni investì e uccise 6 persone e ne ferì altre 14 vicino al campus di Santa Barbara. Su Twitter Minassian avrebbe lodato l'autore di quella strage. In base ai racconti dei compagni di università e di altri conoscenti, raccolti da alcuni media locali, Minassian viene descritto come un ragazzo "socialmente disadattato" e "che stava sempre per conto suo".

Il poliziotto che non ha sparato

Intanto è diventato virale il video del poliziotto eroe che ha fermato Minassian il quale, sceso dal furgone, ha puntato una pistola contro l'agente urlando di sparargli. Il poliziotto ha però mantenuto la calma, e puntando a sua volta l’arma contro il 25enne lo ha convinto a desistere dopo una breve trattativa, al termine della quale il killer è stato ammanettato.

La strage

All’ora di pranzo, Minassian si è lanciato su un marciapiede con un furgone noleggiato investendo i pedoni. Secondo alcuni testimoni, il 25enne ha inseguito ad una ad una le sue vittime, in una zona commerciale e sede di molti uffici. La corsa del giovane è stata bloccata dalla polizia dopo circa un chilometro, quando è stato circondato dagli agenti che sono riusciti ad arrestarlo. Nella metropoli canadese, inoltre, in questi giorni sono in corso i lavori di alcuni G7 ministeriali, come quello dei ministri degli Esteri e quello dei ministri dell'Interno, a cui partecipano sia Angelino Alfano sia Marco Minniti, ma la sede dista circa 30 chilometri dal luogo dell'incidente.

Data ultima modifica 24 aprile 2018 ore 17:45

Leggi tutto
Prossimo articolo