Catalogna, Puigdemont chiede a Madrid un "dialogo senza condizioni"

Puigdemont è uscito dal carcere in Germania dopo il pagamento di una cauzione da 75 mila euro (Ansa)
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L'ex presidente della Generalitat ha tenuto la sua prima conferenza stampa in Germania dopo l'uscita dal carcere. L'indipendenza dalla Spagna non è l'unica soluzione, ma l'investitura di Jordi Sànchez sarebbe un primo passo importante

"Quando faccio appelli al dialogo, ormai da molto tempo, metto come condizione che non vi siano condizioni". Carles Puigdemont torna a parlare in una conferenza stampa organizzata a Berlino dopo essere uscito dal carcere e in attesa di conoscere il suo futuro. Per l'ex presidente della Generalitat, l'indipendenza della Catalogna non è l'unica soluzione possibile. "È la nostra proposta: noi siamo disposti ad ascoltare, ma l'altra parte non ne ha nessuna”.

"Soluzione politica, non giudiziaria"

Puigdemont, rilasciato dopo il pagamento di una cauzione di 75 mila euro, è rimasto due settimane rinchiuso nel carcere di Neumünster, fino a quando il Trubunale superiore dello Schleswig-Holstein ha deciso di respingere la richiesta di estradizione per l'accusa di ribellione avanzata da Madrid (resta possibile l'estradizione per le altre accuse) e di concedergli la libertà condizionata. Puigdemont ha preso la parola dalla capitale tedesca chiedendo al governo spagnolo una "soluzione politica" e non giudiziaria della crisi con la Catalogna. Puigdemont ha parlato in tono più conciliante rispetto alle ultime uscite, chiedendo al governo di Madrid di non porre condizioni al dialogo, in modo che ciascuna parte possa discutere con le proprie posizioni. Toni più morbidi anche sull'indipendenza della Catalogna: "Ho sempre detto che non è l'unica soluzione possibile. Accettiamo il fatto che ci possano essere altre vie d'uscita alla crisi".

Le richieste sugli arrestati

Il leader separatista ha però ribadito la richiesta di liberare quelli che considera prigionieri politici, ricordando che la commissione dei diritti umani dell'Onu ha dichiarato ricevibile il suo ricorso contro la lesione dei suoi diritti politici da parte della Spagna. "Ho ritirato la mia candidatura ma lo Stato spagnolo ha bloccato quella di Jordi Sànchez. Chiediamo di ratificarla", ha dichiarato ancora Puigdemont, chiedendo a Madrid di "rispettare la democrazia" e di non "interferire" nelle decisioni del Parlament catalano. L'investitura di Sànchez, figura centrale del processo indipendentista che al momento si trova in carcere in Spagna, sarebbe un "buon inizio" di dialogo per Puigdemont.

Sànchez riproposto presidente

Puigdemont ha affermato che resterà in Germania fino alla fine del processo, per poi spostarsi in Belgio. Ha infine manifestato l'intenzione di organizzare una sorta di tour politico europeo, andando in altri Paesi dell'Ue per spiegare la situazione politica della Catalogna. Nel frattempo il presidente del Parlamento catalano, Roger Torrent, ha formalmente riproposto il numero due di Junts x Catalunya, Jordi Sànchez, come presidente della Generalitat. Torrent ha spiegato che Sànchez ha molti appoggi e che gode pienamente "dei diritti politici", nonostante sia detenuto. Torrent ha anticipato la sua quarta proposta di candidato alla presidenza, la seconda per Sànchez, su Twitter.

Rajoy nega il dialogo con la Merkel

Intanto il premier spagnolo Mariano Rajoy ha ribadito il proprio rispetto per tutte le decisioni della magistratura, sia spagnola che tedesca, e ha assicurato di non aver parlato con Angela Merkel della situazione di Puigdemont: nei giorni scorsi anche Berlino aveva negato qualsiasi interferenza politica. A margine della seconda giornata del congresso del Partito Popolare, Rajoy ha spiegato ai giornalisti che il governo spagnolo si è assunto la responsabilità di attuare l'articolo 155 della Costituzione per ripristinare la legalità in Catalogna. "D'ora in poi è necessario formare un governo che ha bisogno di un candidato valido e che sia conforme alla legge", ha detto Rajoy, ricordando comunque che sia la Corte Suprema spagnola che l'ufficio del pubblico ministero spagnolo stanno studiando la possibilità di appellarsi alla Corte europea sulla mancata estradizione per ribellione di Puigdemont.

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