Facebook, Mark Zuckerberg testimonierà al Congresso Usa l'11 aprile

Il fondatore e ceo di Facebook Mark Zuckerberg (Ansa)
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Il fondatore del social network dovrà rispondere alla Commissione dell'Energia e del Commercio della Camera degli Stati Uniti sul caso Cambridge Analytica

Mark Zuckerberg testimonierà di fronte alla Commissione dell'Energia e del Commercio della Camera degli Stati Uniti l'11 aprile alle 10 di mattina (orario dell'East Coast) per parlare dell'"uso aziendale e della protezione dei dati degli utenti". Dopo interviste e post di scuse, per il ceo di Facebook sarà il primo confronto con un'autorità statunitense dopo il caso Cambridge Analytica.

La testimonianza di Zuckerberg

I parlamentari Greg Walden e Frank Pallone, rispettivamente presidente e membro della commissione, hanno affermato che l'udienza "sarà un'occasione importante per far luce sulle critiche questioni sulla privacy dei dati dei consumatori e aiutare tutti gli americani a capire meglio cosa succede alle loro informazioni personali online". Facebook ha cercato di proteggere la propria immagine pubblica e di ripristinare la fiducia degli utenti da quando sono emerse notizie sulla gestione disinvolta dei dati in possesso dei suoi server. Zuckerberg si è scusato per una "violazione della fiducia" e ha pubblicato annunci a pagamento a tutta pagina su diversi giornali britannici e statunitensi. Il social ha anche avviato modifiche che dovrebbero offrire agli utenti una più chiara gestione dei propri dati.

Le questioni aperte

Zuckerberg, dopo aver ammesso la sua responsabilità morale su quanto accaduto, dovrà chiarire nei dettagli il ruolo di Facebook. La falla è causata da norme sulla privacy che risalgono al 2014 e che sono poi state modificate, lasciando ancora dei punti interrogativi aperti. Il mese scorso Facebook ha dichiarato di aver assunto dei revisori forensi per verificare se Cambridge Analytica avesse ancora i dati degli utenti. Il 26 marzo la Federal Trade Commission (Ftc), l'antitrust americana, ha aperto un'indagine per capire se Menlo Park abbia violato un accordo con la stessa commissione: nel 2011, infatti, dopo aver rilevato alcune infrazione, la Ftc accettò di non comminare multe a Facebook in cambio della promozione di un "programma" per la riservatezza "adeguato" alla quantità di informazioni gestite ogni giorno dalla piattaforma.

Frenata sul regolamento Ue

Nel frattempo, Facebook sta lavorando per estendere alcuni elementi del nuovo regolamento europeo sulla privacy oltre l'Ue. Tuttavia, ha affermato Zuckerberg a Reuters, le indicazioni europee (che saranno effettive dal 25 maggio) non diventeranno lo standard per il resto del globo. Una scelta in apparente controtendenza con gli sforzi proclamati di Facebook, perché potrebbe significare che gli utenti extraeuropei, a partire dagli americani, godranno di diritti e salvaguardie ridotte da parte della piattaforma. Altre multinazionali tecnologiche - come Apple - hanno dichiarato di essere pronte ad estendere gli stessi diritti che verranno previsti per gli europei ai loro utenti in altre parti del mondo.

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