Attentato Francia, anche la compagna del terrorista era schedata

Gli omaggi alle vittime dell'attentato (Getty Images)
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La ragazza era segnalata come “S”, ovvero a rischio radicalizzazione. L’attacco, nel quale Radouane Lakdim ha ucciso quattro persone tra Carcassonne e Trèbes, alimenta anche la polemica politica, con Marine Le Pen che chiede le dimissioni del ministro dell’Interno

Anche la compagna di Radouane Lakdim, il terrorista che lo scorso 23 marzo ha ucciso quattro persone tra Carcassonne e Trèbes, in Francia, era schedata come "S", ovvero a rischio radicalizzazione (tre anni di terrore: LA SCHEDA). La notizia arriva da fonti dell'inchiesta sul triplice attacco di venerdì scorso, quando il 26enne ha rubato un'auto a Carcassonne uccidendo un passeggero e ferendo il conducente, poi ha colpito un agente di polizia che faceva jogging e infine si è spostato a Trèbes, dove si è barricato in un supermercato e ha ucciso un dipendente, un cliente e un gendarme che si era offerto in cambio di uno degli ostaggi.

La ragazza "manifesta segni di radicalizzazione"

La compagna 18enne di Lakdim, francese ma nata in Marocco, è stata fermata venerdì sera insieme a un amico del killer, un ragazzo di 17 anni: secondo quanto si è appreso, i due stanno collaborando con gli inquirenti e la ragazza "manifesta segni di radicalizzazione". (LE FOTO DELL'ATTACCO)

Le contraddizioni su Lakdim

Il terrorista era sorvegliato dal 2014, ma il procuratore Francois Molins, il giorno dell'attentato, aveva detto che "nessun segnale premonitore lasciava presagire un passaggio all'azione terroristica". Tuttavia, fonti vicine all'inchiesta, hanno fatto trapelare ieri che il giovane è stato sotto sorveglianza fino all'ultimo giorno a causa della frequentazione di siti filo-jihadisti.

Le polemiche

La vicenda sta scatenando polemiche nel mondo politico francese, con Marine Le Pen, leader del Front National, che ha chiesto oggi le dimissioni del ministro dell'Interno, Gerard Collomb, parlando di "profonde defaillance" del governo nella lotta al terrorismo: "Chiedo le dimissioni di Gerard Collomb le cui prime parole davanti alle telecamere sono state 'non sapevamo che era radicalizzato'". Dura anche la reazione di Laurent Wauquiez, segretario dei Républicains, che accusando il presidente Emmanuel Macron di negligenza, ha chiesto di ripristinare lo stato d'emergenza e di espellere gli schedati S stranieri: "Bisogna internare i più pericolosi, come dico senza tregua da oltre tre anni".

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