Libia, Saif Gheddafi annuncia candidatura alle elezioni presidenziali

Saif al Islam Gheddafi in una foto d'archivio Ansa
2' di lettura

Il secondogenito dell'ex dittatore libico ha detto di voler "salvare il Paese". La tornata elettorale dovrebbe tenersi entro il 2018 ma su di lui pende un mandato di cattura internazionale per il suo ruolo nella soppressione della rivolta del 2011

Saif al Islam Gheddafi, figlio dell'ex dittatore libico Muammar, ha annunciato di volersi ufficialmente candidare alle prossime elezioni presidenziali in Libia, che dovrebbero tenersi entro la fine dell’anno. L’annuncio è arrivato in conferenza stampa da Tunisi dal suo portavoce Ayman Abu Ras, responsabile anche del suo programma politico. Saif "non aspira tanto al potere nella sua accezione tradizionale, quanto piuttosto a salvare il Paese", ha spiegato il portavoce. Su Saif Gheddafi pende un mandato di cattura spiccato dal procuratore della Corte penale internazionale per crimini contro l'umanità per il suo ruolo nella repressione della rivolta del 2011.

Impegno per "liberare la Libia dal controllo dei terroristi"

Gheddafi, ha detto Ayman Abu Ras, lancia un appello a unirsi a lui a "tutti coloro vogliano il bene della Libia sul piano nazionale e internazionale". Saif sarà il candidato del "Fronte popolare per la liberazione della Libia", un partito politico formato nel dicembre 2016 impegnato nella creazione di un fronte comune degli attivisti libici per "liberare il Paese dal controllo delle organizzazioni terroristiche". Le presidenziali in Libia non sono ancora state fissate, ma secondo una road map dell'inviato Onu Ghassan Salamé, dovrebbero tenersi entro il 2018.

La condanna a morte e l'amnistia

Saif Gheddafi è stato condannato a morte nel 2015 da un tribunale di Tripoli, assieme ad altri otto imputati, per i crimini commessi durante la repressione delle rivolte in Libia nel 2011. Saif Gheddafi è stato arrestato il 19 novembre 2011 mentre cercava di fuggire in Niger ed è stato portato in una prigione nella città libica di Zintan. Il verdetto è stato emesso in contumacia perché Gheddafi era tenuto prigioniero dalla milizia ribelle di Zintan che non riconosceva il governo di Tripoli, a cui rifiutava di consegnarla. Nel luglio 2016, Saif Gheddafi è stato scarcerato da Zintan per effetto di un'amnistia emanata dal Parlamento di Tobruk, sede del governo libico riconosciuto internazionalmente. Contro di lui (e suo padre), però, era già stato spiccato un mandato di cattura internazionale nel maggio 2011, per il quale la disputa resta ancora da risolvere e al momento si troverebbe in una località segreta della Libia proprio per sfuggire al mandato di cattura della Corte penale internazionale.

Data ultima modifica 20 marzo 2018 ore 13:16

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