Usa, Trump conferma i dazi e minaccia Ue: "Tasse sulle auto europee"

Donald Trump pare intenzionato a non introdurre nessuna esenzione sui dazi (Ansa)
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Il presidente degli Stati Uniti non solo mantiene le sue posizioni sull'import di acciaio e alluminio, ma punta anche il settore automobilistico. Il consigliere economico della Casa Bianca Gary Cohn pronto a dimettersi

Donald Trump va avanti per la sua strada. E anzi alza il tiro: come riporta il Wall Street Journal, il presidente degli Stati Uniti non ha in mente nessuna esenzione sui dazi ad acciaio e alluminio, nemmeno per l'Unione europea e il Canada. La stessa Ue è stata oggetto di un attacco diretto del presidente su Twitter: "Se l'Unione europea vuole ulteriormente aumentare le sue già massicce tariffe e barriere commerciali verso le imprese statunitensi che operano lì, noi applicheremo semplicemente una tassa sulle automobili che riversano liberamente negli Stati Uniti", ha scritto Trump in un post.

"Terreno scivoloso"

Secondo fonti vicine a Trump, citate dal prestigioso quotidiano, il presidente sarebbe convinto che l'introduzione di eventuali esenzioni per alcuni Stati creerebbe "un terreno scivoloso", introducendo un pericoloso precedente a cui gli altri Paesi potrebbero appigliarsi per contestare la politica economica statunitense. La precisazione arriva dopo la notizia della prossima introduzione da parte degli Usa di dazi all'importazione del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio. Trump aveva annunciato la misura su Twitter, dichiarando che di volere un mercato "libero, giusto e intelligente".

Nessuna esclusione

La decisione, però, ha suscitato subito molte reazioni a livello internazionale. L'Unione europea "reagirà fermamente e proporzionalmente per difendere i suoi interessi", ha detto il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, mentre Berlino ha fatto sapere di "bocciare" la politica scelta da Trump. Sul fronte asiatico, la Cina ha invece espresso "grande preoccupazione", pur non rilasciando per il momento dichiarazioni in merito. Ora dalla Casa Bianca filtra l'intenzione di non fare nessuno sconto, nemmeno agli storici alleati come Canada e Unione europea, e applicare i dazi senza nessuna esclusione.

Cohn pronto alle dimissioni

I dubbi sulla decisione di Trump sono anche interni agli Stati Uniti. Gary Cohn, il consigliere economico della Casa Bianca, non sarebbe per nulla convinto della bontà della stretta protezionistica e avrebbe avuto uno scontro con il presidente. Per questo, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, Cohn potrebbe dimettersi in qualsiasi momento. Lo stesso consigliere, alla vigilia dell'annuncio sui dazi, avrebbe minacciato di lasciare se il presidente dovesse firmare il provvedimento.

Scontro interno alla Casa Bianca

Cohn sarebbe stato colto di sorpresa dalla fuga in avanti di Trump e dall'annuncio improvviso: la mossa non era infatti stata programmata e preparata nei giorni precedenti. D'altra parte, già dopo il varo dei dazi su pannelli solari ed elettrodomestici, Trump aveva minacciato di colpire acciaio e alluminio, per mantenere una delle sue promesse elettorali. La decisione, secondo quanto riporta la Nbc, sarebbe stata presa dal presidente in uno scatto di rabbia legato a tutte le questioni e alle liti interne alla Casa Bianca. Con il risultato di scatenare uno scontro tra l'ala globalista guidata da Cohn e l'ala protezionista guidata da Peter Navarro, consigliere del presidente per le politiche commerciali e industriali.

 

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