Siria, ong: in 7 giorni oltre 500 civili uccisi nella Ghouta

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L'offensiva del governo di Damasco ha provocato diverse centinaia di vittime nella enclave ancora in mano ai ribelli: le cifre stimate dall'Osservatorio nazionale per i diritti umani

Il bilancio è di oltre 500 civili uccisi in sette giorni in Siria. E' questo il risultato dei ripetuti bombardamenti dell'aviazione governativa sulla Ghouta orientale, l'enclave ancora controllata da gruppi ribelli non lontana dalla capitale siriana, Damasco. Lo afferma l'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), precisando che 123 delle vittime sono minorenni, tra bambini e adolescenti. Secondo la stessa fonte, i bombardamenti di sabato 24 febbraio hanno provocato finora 29 morti tra i civili.

Il voto all'Onu

I bombardamenti proseguono senza sosta dal 19 febbraio e il bilancio delle vittime continua a peggiorare dopo la scoperta di altri corpi sotto le macerie. I raid seguono, in attesa del voto Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, su una possibile tregua di un mese in tutto il Paese; la votazione inizierà alle 18, ora italiana. Secondo il direttore dell'ong citata, Rami Abdel Rahman, a Ghouta Est sono morti in tutto 505 civili. Quello degli ultimi giorni è considerato uno dei più sanguinosi bombardamenti di tutta la guerra siriana, ed è stato giustificato con l'obiettivo di mettere fine ai colpi di mortaio ribelli sulla capitale.

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