RD Congo, sostenitori di Kabila invadono la cattedrale di Kinshasa

Joseph Kabila è diventato presidente nel 2011 succedendo al padre (Getty Images)
3' di lettura

I militanti del partito di maggioranza hanno preso possesso della principale chiesa della capitale. Le autorità intanto vietano la protesta organizzata dai cattolici che chiedono al presidente di non ricandidarsi alle prossime elezioni previste a dicembre 2018

Tensione nella Repubblica Democratica del Congo. Un numeroso gruppo di sostenitori del presidente Joseph Kabila ha fatto irruzione nella cattedrale di Kinshasa. La chiesa cattolica aveva organizzato per domenica una marcia di protesta contro lo stesso Kabila, poi vietata.

Irruzione nella chiesa

"Abbiamo preso possesso della cattedrale di Notre Dame del Congo per partecipare alla messa di domenica e ci trascorreremo la notte per difendere la madrepatria", ha dichiarato all'Afp Papy Pungu, leader dell'ala giovanile del People's Party for Reconstruction and Democracy (PPRD), il partito di Kabila. 

Protesta vietata

Poco prima le autorità congolese avevano vietato la manifestazione di protesta contro Kabila organizzata dalle associazioni cattoliche. Il governatore di Kinshasa, Andre Kimbuta, ha scritto una lettera al leader del Comitato laico di coordinamento (Clc), collettivo di intellettuali vicino alla Chiesa cattolica, in cui afferma che, in assenza di un percorso concordato, le autorità municipali "non possono garantire un'appropriata supervisione". La decisione di Kimbuta è arrivata dopo che gli organizzatori erano stati invitati a discutere dei possibili itinerari e dopo che le autorità municipali non hanno voluto ricevere gli avvocati mandati dal Clc a rappresentarli.

La protesta della Chiesa

La Chiesa, tramite i suoi rappresentanti ufficiali in Congo, sta facendo da tempo pressioni su Kabila che in teoria si sarebbe dovuto dimettere dopo il suo secondo mandato a dicembre del 2016 ma è rimasto al suo posto dopo aver fatto approvare una legge che gli consentiva di conservare la carica fino all'elezione del suo successore. Il voto è stato sempre rinviato. Inizialmente Kabila aveva accettato la richiesta della Chiesa per un voto alla fine dello scorso anno. A gennaio ha infine promesso che le elezioni si terranno il prossimo 23 dicembre, salvo altri possibili rinvii. I cattolici ora gli chiedono di dichiarare pubblicamente che non si candiderà.

Ondata di violenze

La situazione nel Paese, considerato la 'miniera' per eccellenza dell'Africa visti i tesori celati nel suo sottosuolo, è da tempo complessa. Le precedenti manifestazioni organizzate dal Clc il 31 dicembre e il 21 gennaio scorsi, ma non autorizzate, sono state represse dalle forze dell'ordine. Secondo gli organizzatori la repressione ha causato una quindicina di morti, secondo la Chiesa, due secondo le autorità. Ora la Repubblica Democratica del Congo, già teatro di due guerre civili (1996-97 e 1998-2003), potrebbe scivolare in nuove violenze che destabilizzerebbero tutta la regione dei 'Grandi Laghi'.

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