Little Italy sempre meno tricolore, il Nyt: ormai è solo un nome

La festa degli italiani a Little Italy durante i Mondiali di calcio del 2006 (archivio Getty Images)
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Il prestigioso quotidiano della Grande Mela definisce l'ex quartiere degli immigrati del Belpaese "molto little e poco Italy". A incidere pare sia stato l'aumento generalizzato dei prezzi di abitazioni e negozi

Little Italy a Manhattan ormai è "molto little e poco Italy". Lo scrive il New York Times in un reportage in cui si racconta ila lenta scomparsa degli italiani dallo storico quartiere della Grande Mela.

Solo pochi ristoranti italiani

Secondo il prestigioso quotidiano cittadino, oggi rimane ben poco di quella che un tempo era la casa di migliaia di italiani e italoamericani. Little Italy, scrive il Nyt, è da tempo "ridotta soltanto ad un nome su una mappa stradale e al massimo un paio di isolati su Mulberry Street frequentati quasi interamente da turisti". La presenza italiana nella tipica zona newyorkese sarebbe ormai ridotta a una manciata di ristoranti tricolore che vengono giorno dopo giorno affiancati da negozi di souvenir made in Usa. Lo scorso sabato 17 febbraio anche un simbolo dell'italianità del quartiere nella lower Manhattan è venuto meno. Si tratta del ristorante "Angelo's" a Mulberry St., uno dei più antichi italiani della zona, che è stato devastato da un incendio dovuto a cause accidentali. Un avamposto italiano amatissimo dai newyorkesi che ora, scrive il Nyt, rischia di rimanere chiuso per diversi mesi.

La storia italiana a New York

Intervistato dal quotidiano, il presidente del museo italoamericano a New York, Joseph V. Scelsa, ha ricordato come la più grande ondata di immigrati italiani negli Stati Uniti durò dalla fine del 1880 agli inizi del 1920. Un flusso migratorio enorme durante il quale molti italiani in cerca di fortuna arrivarono a stabilirsi nel centro di Manhattan. Una zona che nei decenni è diventata sempre meno accessibile: negli anni Venti affittare un alloggio in questo quartiere poteva costare circa 10 dollari al mese; oggi per comprare un appartamento di tre stanze si arriva a pagare quasi 3 milioni di dollari. Rincaro che ha colpito non solo gli edifici residenziali dai quali gli italiani stanno andando via, ma anche gli stabili destinati all'uso commerciale. Come il caffè Palermo di John Delutro, uno degli ultimi italiani rimasti in affari nella zona col soprannome di "Baby John the Cannoli King". Ricordando l'aumento vertiginoso dell'affitto per i locali della sua attività, Delutro ha ammesso di essere preoccupato dal futuro e che è improbabile aumentare i prezzi per cercare di sopravvivere. L'italianità di Little Italy, da sempre avamposto della comunità italiana a New York, sembra dunque essere attaccata agli ultimi esercizi di ristorazione presenti in loco. La domanda è che cosa accadrà quando anche questi decideranno di chiudere.

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