Russiagate, procuratore incrimina 13 russi. "Interferenze su voto"

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Secondo l'accusa anche 3 entità legate a Mosca "hanno coscientemente e intenzionalmente cospirato per truffare gli Stati Uniti". Il ministero degli Esteri russo: "Un'assurdità". Trump: "Nessuna collusione"

In Usa, il procuratore speciale Robert Mueller ha comunicato l'incriminazione di 13 russi per interferenza nelle presidenziali americane. Mueller, che guida l'inchiesta sul cosiddetto Russiagate, ha incriminato anche tre aziende, anche loro sospettate di aver interferito nelle elezioni di novembre 2016. E pare che sia solo l'inizio dell'inchiesta. Mueller, infatti, continuerà ad indagare per accertare se il presidente Donald Trump si sia macchiato del reato di collusione o di ostruzione della giustizia. Lo riportano su alcuni media Usa fonti vicine alle indagini, spiegando come il lavoro degli investigatori andrà avanti ancora per mesi. Poco prima Trump aveva ribadito su Twitter: "Nessuna collusione con Mosca". 

L'incriminazione

Secondo l'incriminazione, gli accusati cospirarono, dal 2014 ad oggi, al fine di interferire "nella politica americana e nei processi elettorali, comprese le elezioni presidenziali 2016".  Il ministero degli Esteri russo ha bollato come una "assurdità" l'incriminazione. "Non possiamo permettere a quelli che seminano confusione, discordia e rancore di vincere", sono invece le parole di Donald Trump. "E' tempo di fermare gli attacchi di parte - afferma il presidente Usa - le accuse false e violente, le teorie inverosimili, che hanno il solo scopo di favorire i propositi di cattivi attori come la Russia e di non fare nulla per proteggere i principi delle nostre istituzioni. Dobbiamo essere uniti come americani - aggiunge - per difendere l'integrità della nostra democrazia e delle nostre elezioni".

Russiagate: la storia

E' stato lo stesso ufficio del procuratore speciale a dare l'annuncio dell'incriminazione. Secondo l'atto d'accusa, gli imputati da inizio a metà 2016 "sostennero la campagna presidenziale dell'allora candidato Donald J. Trump per danneggiare Hillary Clinton". "Un'organizzazione", nota come Internet Research Agency LLC, "cercò di condurre quella che chiamava una guerra dell'informazione" contro gli Stati Uniti d'America "attraverso finti profili" sui social media. "Intorno a maggio 2014, la strategia dell'organizzazione programmò di interferire con le elezioni presidenziali statunitensi del 2016, con l'obiettivo dichiarato di diffondere la sfiducia verso i candidati e il sistema politico in generale". Tre imputati sono accusati di associazione a delinquere per frode bancaria, altri cinque imputati sono accusati di furto di identità aggravato.

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