Stato dell'Unione, Trump: stiamo costruendo un'America forte e sicura

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Il presidente è intervenuto per la prima volta sullo stato degli Usa. Molti gli inviti all’unità e le rivendicazioni dei successi, come la riforma fiscale. "Americani sono i dreamers" dice. E parla di dittatura iraniana "corrotta" e regime nordcoreano "depravato"

"Questo è il nostro nuovo momento americano. Non c'è mai stato momento migliore per cominciare a vivere il sogno americano". Così Donald Trump, arrivato separato da Melania, si è rivolto alle camere riunite nel suo primo discorso sullo stato dell'Unione, un appello all’unità, indirizzato anche ai democratici, lanciato da uno dei presidenti degli Stati Uniti più divisivi di sempre. Ma anche una rivendicazione dei suoi successi, tra cui il taglio delle tasse "più grande della storia americana", i record della Borsa, l'aumento dei salari e i nuovi 2,4 milioni posti di lavoro. Il tycoon chiede il riarmo nucleare, definisce "depravato" il regime nordcoreano e "corrotta" la dittatura iraniana, ed evita qualunque riferimento alle indagini sul Russiagate. Quello del presidente Usa è il discorso più cercato su Google e più twittato della storia.

“Stiamo costruendo un’America forte”

Un discorso, durato 80 minuti, nel quale il tema dell’unità è centrale: "Insieme stiamo costruendo un'America sicura, forte e orgogliosa - esordisce Trump - Stasera vi chiedo di mettere da parte le nostre differenze, di cercare un terreno comune e di trovare l'unità”. "Questa sera, voglio parlare del tipo di futuro che avremo e del tipo di nazione che saremo - prosegue - Tutti noi, insieme, come una sola squadra, un solo popolo, una sola famiglia americana". "Stasera sto tendendo una mano per lavorare con i membri di entrambi i partiti, democratici e repubblicani - dichiara il tycoon - per proteggere i nostri cittadini, di qualsiasi estrazione, colore e credo".

Nessun ripensamento sui Dreamers

Una mano tesa, quella ai democratici, che serve al presidente per cercare di approvare in Congresso i nodi dell'immigrazione e un piano per nuove infrastrutture da 1500 miliardi di dollari. Un assist subito prima di rilanciare il suo piano per regolarizzare 1,8 milioni di immigrati illegali, "tre volte il numero della precedente amministrazione", in cambio dei fondi per il muro col Messico, l'aumento di agenti, la fine della lotteria dei visti e la limitazione della “catena migratoria" al coniuge e ai figli minorenni. Un "compromesso" indigesto ai democratici, che hanno fischiato il passaggio sul giro di vite contro l'immigrazione e portato come ospiti una ventina di Dreamers, i giovani portati in Usa quando erano bambini da genitori arrivati illegalmente e che a marzo rischiano l'espulsione se non si troverà un accordo dopo l'abolizione del programma che li tutelava. Ma Trump ribadisce che non cederà: "È mio dovere proteggere gli americani, perché anche gli americani sono dreamers".

Guantanamo resta aperta

Trump ha scelto il giorno del suo discorso sullo Stato dell'Unione anche per annunciare che la prigione di Guantanamo resterà a aperta, a differenza di quanto avrebbe voluto il predecessore Barack Obama che aveva promesso di chiuderla a causa delle ombre sul trattamento dei prigionieri, terroristi e nemici dello stato. "I terroristi non sono semplici criminali - ammonisce Trump - sono combattenti nemici illegali".

Gli attacchi a Iran e Corea del Nord

Il presidente Usa definisce "depravato" il regime nordcoreano e "corrotta" la dittatura iraniana, chiedendo il riarmo nucleare come deterrente contro le aggressioni. "Quando il popolo iraniano si è sollevato contro i crimini della sua corrotta dittatura, non sono stato in silenzio. L'America è al fianco degli iraniani nella loro coraggiosa lotta per la libertà - dice Trump - Chiedo al Congresso di affrontare le pecche sostanziali nel terribile accordo sul nucleare iraniano". Mentre su Pyongyang sottolinea che basta guardare al "carattere depravato" del leader nordcoreano Kim Jong-un per capire la natura della minaccia nucleare per gli Usa e i suoi alleati: "Non farò gli errori delle precedenti amministrazioni ", ammonisce il tycoon, rivolgendosi anche alla famiglia di Otto Warmbier, lo studente statunitense presumibilmente torturato in Corea del Nord e morto dopo essere stato rimpatriato.

Niente disarmo nucleare

E sul nucleare il presidente dice che “sarebbe bello" ma il momento del disarmo nucleare, "non è ancora arrivato". L’America necessita di un arsenale nucleare "forte e potente". "Mosca e Pechino stanno minacciando la nostra economia, i nostri interessi e i nostri valori. Per questo - ha aggiunto - dobbiamo rendere più forti le nostre forze armate".

Una riforma fiscale “storica”

"Come promesso al popolo americano da questo stesso podio 11 mesi fa, abbiamo attuato i più imponenti tagli alle tasse della storia"", rivendica il presidente, ricordando come dall'approvazione della riforma fiscale "circa tre milioni di lavoratori hanno già ottenuto bonus, molti dei quali per migliaia di dollari" mentre "Apple ha annunciato che investirà 350 miliardi di dollari in America". "Le aziende stanno tornando negli Usa, vogliono stare dove c'è l'azione", insiste il presidente, citando Fca che sposterà la produzione dal Messico in Michigan. Il tycoon parla anche di salute, invitando il Congresso a sostenere il diritto per i malati terminali a provare terapie sperimentali non approvate dalla Food and drug administration e annunciando che i prezzi dei farmaci "scenderanno in modo consistente".

La rivendicazione sull’energia (ma è di Obama)

Trump rivendica anche un risultato che, però apparteneva già al suo predecessore Barack Obama: "Abbiamo posto fine alla guerra contro l'energia americana e abbiamo posto fine alla guerra contro il carbone pulito. Ora siamo esportatori di energia nel mondo".

La risposta di Joe Kennedy

"I bulli possono sferrare un pugno e lasciare il segno " ma non vinceranno. Così il 37enne deputato democratico del Massachusetts Joseph Kennedy III, scelto dal partito democratico per la replica, risponde al discorso di Trump. Kennedy accusa il presidente di promettere agli americani una "falsa scelta" e afferma che "sarebbe troppo facile liquidare l'ultimo anno come caos", perché i problemi creati dall'amministrazione sono seri e per tutti gli americani. "Quest'amministrazione non sta solo minando le leggi che ci proteggono, sta minando l'idea stessa che siamo tutti degni di protezione". La star in ascesa dei democratici parla da una scuola superiore di Fall River, cittadina fondata da immigrati ed ex centro industriale del Massachusetts a 70 chilometri a sud di Boston, scelta simbolica e significativa per lanciare il messaggio: "Noi siamo per tutti". Passa poi allo spagnolo per rivolgersi ai Dreamers: "Voi siete parte della nostra storia. Lotteremo per voi e non vi abbandoneremo". Infine, nonostante il tentativo di Trump di evitare l’argomento, Kennedy ha detto che la Russia "è immersa" nella democrazia Usa" e che questa amministrazione ha tradito gli ideali americani. "Non è giusto. Non rappresenta ciò che siamo", è stata la frase più applaudita.

Il discorso più googlato e twittato della storia

Sul web quello di Trump è un discorso da record. Secondo Mountain View, l’intervento è stato il più ricercato della storia su Google. Al secondo posto quelli di Obama nel 2010 e sempre Obama nel 2011 al terzo. La quarta posizione va ancora a Obama per il 2015 mentre la quinta a George W Bush per il 2006. E per il tycoon è record anche su Twitter, dove ha collezionato quattro milioni e mezzo di cinguettii con discorso sullo stato dell'Unione come il più twittato di sempre.

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Data ultima modifica 31 gennaio 2018 ore 08:29

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