Puigdemont in Danimarca: Spagna chiede arresto ma il giudice nega

Carles Puigdemont, è arrivato nella capitale danese il 22 gennaio, dove in mattinata parteciperà ad una conferenza sulla Catalogna (Ansa)
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Il Tribunale Supremo spagnolo respinge la richiesta di mandato d'arresto europeo. Intanto, la Catalogna sfida Madrid: ufficializzata la candidatura del leader indipendentista alla presidenza catalana. L'ex capo della Generalitat: "Voglio governare nonostante le minacce"

Carles Puigdemont potrebbe essere, di nuovo, il presidente della Generalitat de Catalunya. Il leader del partito Junts per Catalunya è stato proposto dal presidente del parlamento catalano Roger Torrent come candidato al dibattito di investitura, che si terrà entro la fine di gennaio. Nel frattempo, Puigdemont si trova a Copenaghen, in Danimarca. Approfittando di questo spostamento, l'ufficio del procuratore generale ha chiesto al giudice del Tribunale Supremo, Pablo Llarena, di emettere un nuovo mandato d'arresto europeo: il magistrato però ha respinto la richiesta, pur considerandola "ragionevole".

Puigdemont possibile nuovo presidente

La sessione di investitura del nuovo presidente catalano è prevista entro il 31 gennaio e quello di Puigdemont, è il solo nome emerso dal giro di consultazioni degli ultimi giorni. L'investitura dell'ex presidente è un chiaro messaggio al governo spagnolo, perché sarebbe un tentativo di restaurare la situazione antecedente all'utilizzo dell'articolo 155: l'ex presidente può contare su una maggiornaza di deputati (70 su 135), appartenenti ai partiti del fronte indipendentista. L'effettiva investitura di Puigdemont non appare però così scontata, anche per ragioni giudiziarie: il leader indipendentista sarà infatti con ogni probabilità arrestato non appena si troverà in territorio spagnolo e la sua candidatura molto probabilmente verrà respinta dal Tribunale Costituzionale nazionale. Anche sul piano strettamente politico, Puigdemont rischia la débacle: la maggioranza risicata degli indipendentisti non è tale senza i voti degli otto eletti in parlamento che si trovano in carcere oppure all'estero. Per i primi, il magistrato del Tribunale Supremo Pablo Llarena ha concesso la possibilità di un voto per delega, negandola invece agli auto-esiliati.

In Danimarca per una conferenza

Carles Puigdemont, è arrivato nella capitale danese il 22 gennaio per partecipare a una conferenza sulla situazione in Catalogna. Proprio in questa circostanza, l'ex presidente ha dichiarato che intende formare il nuovo governo della Catalogna, "a prescindere dalle minacce di Madrid". Nella giornata di martedì è previsto invece un incontro con alcuni deputati del parlamento danese. Si tratta della prima volta, da oltre 80 giorni, che l’ex presidente della Generalitat lascia il Belgio. Una decisione presa non senza rischi: se il magistrato del Tribunale Supremo avesse accettato di inoltrare il mandato europeo, Puigdemont avrebbe potuto essere arrestato in Danimarca e estradato in Spagna. Lo stesso avvocato del leader indipendentista, Jaume Alonso-Cuevillas, aveva definito il rischio di detenzione per l'ex presidente catalano "abbastanza alto". Llarena ha però deciso di respingere la richiesta.

Arresto immediato al ritorno in Spagna

L’ex presidente catalano si trova in Belgio da tre mesi: se dovesse tornare in Spagna sarebbe immediatamente arrestato, con le accuse di ribellione, secessione e malversazione e altri reati connessi con la dichiarazione unilaterale di indipendenza del 27 ottobre 2016. Lo scorso dicembre, il giudice del Tribunale Supremo, Pablo Llarena, ha ritirato gli ordini di arresto europei contro Puigdemont e altri quattro ex consiglieri fuggiti come lui a Bruxelles, ma ha mantenuto il mandato in Spagna. Il viaggio in Danimarca avrebbe potuto però cambiare la situazione: secondo fonti interne alla magistratura spagnola, consultate dal quotidiano El País, la Danimarca ha un ordinamento giudiziario che rende molto più semplice l'estradizione rispetto al Belgio, per esempio consegnando gli accusati anche se i reati a loro contestati non trovano corrispondenza nel proprio sistema penale.

Questione che riguarda la magistratura

L’arresto dell’ex presidente della Generalitat, secondo il ministro spagnolo degli Esteri, Alfonso María Dastis Quecedo, è una questione che riguarda la magistratura e non la politica. Per il rappresentante del governo di Madrid, Puigdemont "è soggetto a un provvedimento d'arresto in Spagna e in Europa c’è la libera circolazione nell'Ue. Preferisco non pronunciarmi, è piuttosto una questione che competete ai giudici, che devono valutare e decidere".

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