Germania, negata la grazia al 96enne “contabile di Auschwitz”

Oskar Groening, famoso come il "contabile di Auschwitz" (Getty)
2' di lettura

L’ex SS, Oskar Groening, era stato condannato a quattro anni di detenzione per aver contribuito allo stermino di 300.000 persone. Nel 2017 era stato dichiarato idoneo al carcere. Ora è arrivata la conferma dalla portavoce della Procura di Lueneburg

Le autorità tedesche hanno respinto la richiesta di grazia avanzata da Oskar Groening, 96 anni, conosciuto come il “contabile di Auschwitz”, aprendo così per lui le porte del carcere. A renderlo noto è stata la portavoce della procura di Lueneburg.

La condanna a 4 anni di carcere

Groening, ex ufficiale delle SS, era stato condannato a quattro anni di detenzione per aver contribuito allo stermino di 300mila persone durante il Terzo Reich. A novembre 2017 il tribunale di Celle lo aveva dichiarato idoneo al carcere. "Sulla base dell'opinione di esperti, la Corte superiore regionale ritiene che il condannato può scontare la pena nonostante l'età avanzata", avevano scritto i giudici. Il 29 dicembre 2017 era stato respinto il suo ricorso per evitare la galera ed era stata confermata la pena detentiva. Poi la richiesta di grazia, che ora è stata respinta. Si prevede che presto la Procura di Hannover, che ha gestito il caso, convochi Groening affinché possa iniziare a scontare la condanna.

Il ruolo di Groening nel lager

L'ex ufficiale delle SS Oskar Groening, cassiere di banca, era entrato come volontario nelle Waffen Ss all'età di 21 anni. Nel 1942 fu mandato nel campo di sterminio nazista di Auschwitz-Birkenau dove aveva l'incarico di contare, accumulare e inviare ai superiori a Berlino il denaro preso agli ebrei e agli altri prigionieri uccisi o messi ai lavori forzati.

Il processo

Settant'anni dopo la fine della guerra, la sua è stata la prima condanna per complicità nelle atrocità compiute dei nazisti, nell'ambito di una interpretazione estensiva della giurisprudenza tedesca. "Chiedo il vostro perdono, non vi è dubbio che moralmente sono colpevole. Se sono colpevole anche penalmente spetta a voi deciderlo", aveva dichiarato Groening all'apertura del processo a Lueneburg, nella Germania settentrionale. Ad ascoltarlo vi erano sopravvissuti alla Shoah e parenti delle vittime, 60 dei quali si sono costituiti parte civile.

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