Elezioni presidenziali Egitto, si vota dal 26 al 28 marzo

Il presidente uscente Andel Fattah Al Sisi non ha ancora sciolto la riserva in merito a una sua possibile ricandidatura (Getty Images)
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Se il primo turno non dovesse essere decisivo le date fissate per il ballottaggio sono dal 24 al 26 aprile. Il presidente uscente Al Sisi non ha ancora sciolto la riserva in merito a una sua possibile ricandidatura mentre Ahmed Shafik ha annunciato la sua assenza

Gli egiziani sceglieranno il prossimo presidente recandosi ai seggi dal 26 al 28 marzo. Lo ha annunciato l’Autorità nazionale per le elezioni, durante una conferenza stampa trasmessa dalla tv di Stato. Nel caso in cui il primo turno non dovesse essere decisivo il ballottaggio è fissato dal 24 al 26 aprile. I risultati del primo turno dovrebbero essere resi noti il 2 aprile, mentre quelli del secondo il primo maggio. Il presidente uscente, Andel Fattah Al Sisi, in carica dall’8 giugno 2014, non ha ancora sciolto la riserva in merito a una sua possibile ricandidatura.

L’ex premier di Mubarak rinuncia alle presidenziali

L'ex premier della Repubblica araba d’Egitto, Ahmed Shafik, ha fatto sapere che non si candiderà alle prossime elezioni presidenziali. "Credo di non essere la persona ideale per guidare lo Stato negli anni a venire. Ho deciso quindi di non correre", ha scritto il politico su Twitter. L’ex generale Shafik, ultimo premier durante la presidenza di Hosni Mubarak, era considerato il principale avversario di Abdel Fattah Al Sisi, anche se l’attuale presidente è praticamente certo della rielezione nel caso, come sembra, si volesse ricandidare. "La mia assenza di oltre cinque anni – ha scritto su Twitter Shafik - forse non mi ha permesso di seguire con attenzione cosa sta avvenendo nella nostra nazione in termini di sviluppo e crescita, nonostante le difficili condizioni provocate dal terrorismo e dalla violenza", ragione per la quale l'ex premier ha dichiarato di non sentirsi pronto a guidare l’Egitto. Nel 2012, Shafik si era trasferito negli Emirati Arabi dopo la sconfitta alle presidenziali contro il candidato dei Fratelli Musulmani Mohammed Morsi. Il suo recente ritorno in patria, avvenuto negli scorsi mesi, aveva suscitato numerose critiche da parte dei media filo-governativi.

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