Usa, computer in tilt: caos e disagi in diversi aeroporti

Il problema informatico ha bloccato per due ore diversi aeroporti Usa (archivio Getty Images)
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Un blackout di due ore al sistema informatico del desk immigrazione ha provocato ritardi e code nel primo giorno di questo 2018. Tra gli scali colpiti New York, Denver, Miami e Atlanta

Aeroporti statunitensi bloccati per circa due ore da un blackout del sistema informatico. È quanto avvenuto il 1° gennaio a partire dalle 19.30, ora della costa Est, negli scali di New York, Denver, Miami e Atlanta.

Un blackout durato due ore

Secondo quanto riferito da diversi media nazionali, tra cui la Cnbc,  il disagio sarebbe stato causato da problemi di natura informatica ai desk di controllo dell'immigrazione. I terminali sono andati in tilt dalle 19.30 fino alle 22.30 (tra l'1.30 e le 3.30 italiane) provocando lunghissime code negli scali, interessati da un'enorme affluenza per il ritorno dalle ferie di fine anno. "Al momento, non c'è alcuna indicazione che l'interruzione del servizio sia di natura dolosa", ha affermato l'agenzia doganale, che però non ha fornito alcuna ulteriore spiegazione per l'incidente. Centinaia le testimonianze dei passeggeri sui social dove sono state pubblicate foto e video delle lunghe code che hanno colpito in particolare gli aeroporti internazionali Jfk di New York e Hartsfield-Jackson di Atlanta, due dei più trafficati del Paese.

Situazione sotto controllo

Tra i tanti commenti ripresi dalla stampa nazionale, c'è stato quello di Jessica Yang, manager di Microsoft, che su Twitter ha scritto: "Nessuno ha superato il controllo immigrazione al Jfk nell'ultima ora, sembra che il sistema sia andato in tilt. Buon anno!". Intanto la situazione sembra essere tornata alla normalità in tutti gli aeroporti colpiti dal malfunzionamento dei computer. La direzione dell'aeroporto internazionale di Miami ha rassicurato la propria clientela attraverso il proprio account Twitter. "Le operazioni sono ritornate alla normalità appena risolto il problema al computer del @CustomsBorder. Il problema ha colpito altri aeroporti degli Stati Uniti. Grazie per la vostra pazienza".

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