Papa Francesco: “Ogni vita, anche scomoda, va accolta e amata”

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Il Pontefice nel primo giorno dell’anno ha ringraziato, durante l’Angelus, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per gli auguri contenuti nel messaggio di fine anno. Celebrata anche la messa per la Giornata Mondiale della Pace sul tema "Migranti e rifugiati”

"Sulla soglia del 2018, rivolgo a tutti il mio cordiale augurio di ogni bene per il nuovo anno, a tutti voi. Desidero ringraziare il Presidente della Repubblica Italiana per gli auguri che mi ha rivolto ieri sera nel suo Messaggio di fine anno e che ricambio di cuore, auspicando per il popolo italiano un anno di serenità e di pace, illuminato dalla costante benedizione di Dio". Ha esordito così Papa Francesco all’Angelus, pronunciato dopo la messa celebrata in occasione della 51esima Giornata Mondiale della Pace sul tema "Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace", durante la quale ha ricordato che “ogni vita, da quella nel grembo della madre a quella anziana, sofferente e malata, a quella scomoda e persino ripugnante, va accolta, amata e aiutata".

L’appello per migranti e rifugiati

Durante la Messa per la Giornata Mondiale della Pace, dedicata a migranti e rifugiati, Papa Francesco ha detto: “Desidero, ancora una volta farmi voce di questi nostri fratelli e sorelle che invocano per il loro futuro un orizzonte di pace. Per questa pace, che è diritto di tutti, molti di loro sono disposti a rischiare la vita in un viaggio che in gran parte dei casi è lungo e pericoloso, sono disposti ad affrontare fatiche e sofferenze". E ha lanciato un appello: "Per favore, non spegniamo la speranza nel loro cuore; non soffochiamo le loro aspettative di pace! È importante che da parte di tutti, istituzioni civili, realtà educative, assistenziali ed ecclesiali, ci sia l'impegno per assicurare ai rifugiati, ai migranti, a tutti un avvenire di pace. Ci conceda il Signore di operare in questo nuovo anno con generosità per realizzare un mondo più solidale e accogliente".

“La fede non si riduca solo a dottrina”

Il Pontefice ha poi ricordato che "il dono di ogni madre e di ogni donna è tanto prezioso per la Chiesa, che è madre e donna. E mentre l'uomo spesso astrae, afferma e impone idee, la donna, la madre, sa custodire, collegare nel cuore, vivificare". "Perché la fede non si riduca solo a idea o dottrina - ha aggiunto -, abbiamo bisogno, tutti, di un cuore di madre, che sappia custodire la tenerezza di Dio e ascoltare i palpiti dell'uomo".

“Abbiamo tutti bisogno di silenzio”

Infine Papa Francesco ha invitato i fedeli a ritrovare il silenzio e a sostare in silenzio davanti al presepe: "Guardando in silenzio, lasciamo che Gesù parli al nostro cuore: che la sua piccolezza smonti la nostra superbia, che la sua povertà disturbi le nostre fastosità, che la sua tenerezza smuova il nostro cuore insensibile", perché tutti  "abbiamo bisogno di silenzio" e "ritagliare ogni giorno un momento di silenzio con Dio è custodire la nostra anima, è custodire la nostra libertà dalle banalità corrosive del consumo e dagli stordimenti della pubblicità, dal dilagare di parole vuote e dalle onde travolgenti delle chiacchiere e del clamore".

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