Russia, Isis rivendica l'attentato a San Pietroburgo: un arresto

Un'immagine scattata poco dopo l'esplosione nel centro commerciale di San Pietroburgo (Getty images)
3' di lettura

Nell'attacco al centro commerciale di mercoledì 27 dicembre sono rimaste ferite almeno 18 persone. La rivendicazione arrivata tramite Amaq

A tre giorni dall'attentato che ha colpito un centro commerciale a San Pietroburgo facendo almeno 18 feriti, l'Isis ha rivendicato l'attacco. Secondo quanto riferito dal servizio stampa dei servizi federali di sicurezza russi, l'autore dell'attacco è stato "trovato e arrestato".

La rivendicazione dell'attentato

Secondo quanto riporta l'AFP, la rivendicazione è arrivata attraverso Amaq, l'agenzia di stampa “ufficiale” dell'organizzazione terroristica: “L'attacco che ha colpito il centro commerciale di San Pietroburgo l'altro ieri (mercoledì) – ha scritto Amaq venerdì 29 dicembre – è stato messo in atto dal gruppo Stato Islamico”. Già all'indomani dell'attentato al Gigant Hall, nel quale è rimasta ferita anche una donna incinta, sostenitori dell'Isis avevano inneggiato alla bomba. A rilevarlo era stata Site, l'organizzazione che monitora l'attività jihadista sul web.  

Arrestato un uomo per l'attentato

L'attentatore, che secondo i servizi federali russi è l'uomo che è stato fermato dalle autorità il 30 dicembre, è stato filmato dalle telecamere interne al negozio: un uomo moro, che avrebbe lasciato lo zainetto (con all'interno un potenziale esplosivo pari a 200 grammi di tritolo) nel deposito bagagli del supermercato per poi andarsene; mezz'ora dopo il suo arrivo, alle 18.45 ora locale, l'esplosione. Il presidente russo Vladimir Putin aveva subito definito l'episodio “un attentato terroristico” e – secondo quanto riportato dalla Tass, l'agenzia di stampa russa – si era rivolto ai militari ordinando di “uccidere i terroristi sul posto”: “Se c'è una minaccia alla vita e alla salute dei nostri agenti – aveva detto Putin – bisogna agire tempestivamente, non per catturare nessuno, ma solo per eliminare gli assalitori sul posto” .

L'attacco sventato e quello in metropolitana

Come ricordato sempre da Putin, il 16 dicembre scorso – grazie a una soffiata della Cia – i servizi segreti russi Fsb avevano sventato un altro attentato a opera dell'Isis. In quel caso, una cellula formata da 7 membri avrebbe pianificato un attentato kamikaze per colpire una struttura religiosa. Già il 3 aprile scorso, la città di San Pietroburgo era stata teatro di un altro attentato che in metropolitana aveva fatto 14 vittime.  

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