Afghanistan, attentato kamikaze a Kabul: decine di morti

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Il bilancio dell'attacco a un centro culturale che ospita anche un'agenzia di stampa parla di 40 vittime e 30 feriti. Isis rivendica. Il presidente Ghani: “Crimine contro l'umanità”

Un attentato suicida ha colpito un centro culturale di Kabul la mattina di giovedì 28 dicembre, facendo almeno 40 vittime. Molte di queste sono studenti di una madrasa, una scuola islamica. L'Isis ha rivendicato l'attacco. Lo riporta l'agenzia Amaq.

Attacco a un'agenzia di stampa

Il centro culturale sciita – che oltre alla madrasa ospita un'agenzia di stampa, la “Afghan Voice” – si trova a Qala-e-Nazer, nella parte occidentale della capitale afgana. Quando il kamikaze si è fatto saltare in aria, alle 10.30 ora locale (le 7.30 in Italia), nel centro era in corso un incontro in occasione del 38esimo anniversario dell'invasione sovietica dell'Afghanistan. Secondo alcune fonti, le esplosioni sarebbero state più di una, e almeno due all'esterno della struttura. Si tratta dell'ennesimo attentato nel Paese, dove sei bimbi sono morti nello scoppio di una mina nella stessa giornata.

Il bilancio dell'attacco: 40 morti

A fornire il bilancio, ancora provvisorio, è stato Nasrat Rahimi, portavoce del ministero dell'Interno afgano. Che ha parlato – citato tra gli altri dall'agenzia Reuters – di 40 morti e 30 feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. Gran parte dei corpi delle vittime è stata trasportata al vicino ospedale di Istiqlal. Via Twitter, il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid ha negato il coinvolgimento del gruppo nell'attacco che, a suo dire, “non ha nulla a che vedere con i mujahidin”.  

Attentati contro i media del Paese

Tra le vittime, in gran parte studenti della madrasa, ci sarebbe almeno un reporter dell'agenzia di stampa afgana, mentre altri due sono rimasti feriti. Media e istituzioni sono tra gli obiettivi principali degli attentatori in Afghanistan: a novembre, un commando armato aveva attaccato degli studi televisivi a Kabul, sede di un attentato kamikaze anche a Natale, a una sede locale dell'intelligence.

La condanna di Ghani e i sospetti sull'Isis

Il presidente afghano Ashraf Ghani ha duramente condannato l'attacco, definendolo “un crimine contro l'umanità”. "Con l'attacco odierno, e con quelli contro moschee e centri culturali – ha detto Ghani – i terroristi commettono crimini contro l'umanità, con atti che sono contro tutti i principi islamici e umanitari”. I talebani hanno preso le distanze da quanto accaduto.

La rivendicazione dell'Isis

L'attacco è stato rivendicato dall'Isis: "un kamikaze dello Stato Islamico ha attaccato con la sua cintura esplosiva il centro sciita Attibyan situato a Kabul. Considerato che il centro riceve sostegno dall'Iran, è uno dei più importanti centri di diffusione della dottrina sciita in Afghanistan che invia giovani afghani in Iran per studiare nelle università  gestite da imam iraniani". 

Data ultima modifica 28 dicembre 2017 ore 12:00

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