Nazareth senza Natale, niente iniziative per protesta contro Trump

Le celebrazioni natalizie di Nazareth durante le passate festività (Ansa)
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Quasi nessuna celebrazione per le festività. La decisione del sindaco Ali Salam, leader della città arabo-israeliana, in risposta all’annuncio su Gerusalemme capitale. Nel frattempo, continuano le violenze in Cisgiordania e nel resto del Paese

Annullate tutte le celebrazioni programmate per le festività natalizie, ad eccezione di quella per l'illuminazione dell'albero di Natale e la tradizionale marcia annuale. È questa la decisione del sindaco di Nazareth, Ali Salam, in seguito allo spostamento della capitale da Tel Aviv a Gerusalemme voluto dagli Stati Uniti. Lo riporta l’agenzia palestinese Wafa, secondo cui il primo cittadino della città arabo-israeliana avrebbe motivato la sua mossa proprio "per protesta contro l'annuncio di Donald Trump".

Proseguono gli scontri

La decisione del sindaco di Nazareth arriva mentre continuano le violenze nel Paese. Sono 68 i palestinesi feriti negli scontri con l'esercito israeliano in alcune località della Cisgiordania. Lo riporta l'agenzia Maan citando i villaggi di Burin, Nablus e il campo universitario di Khadouri a Tulkarem. Altre fonti confermano gli scontri anche a Bet El, nei pressi di Ramallah, e a Gaza al confine della linea di demarcazione con Israele. Secondo la polizia israeliana, dal giorno dell'annuncio di Trump su Gerusalemme, i palestinesi arrestati in città sono stati 77 per aver "partecipato a dimostrazioni violente".

L’avvertimento ad Hamas

Intanto, parlando a una radio, il portavoce dell'Idf generale Ronen Manelis ha detto che l'esercito israeliano non tollererà "nient'altro che una quiete assoluta" al confine con Gaza e l'unica "opzione che ha Hamas è quella di fermare il lancio di razzi". Manelis ha spiegato che la maggior parte degli ultimi lanci verso Israele di questi giorni, 16 in tutto, sono stati compiuti "da gruppi terroristici indipendenti" come la Jihad islamica, ma ha avvertito che l'esercito ritiene Hamas "responsabile" di tutto quello che avviene nella Striscia, dove è al potere. "Hamas sta giocando un doppio gioco e questo non è ammesso: da una parte - ha aggiunto - cerca di prevenire i lanci da certe aree e dall'altra chiama ad un'Intifada portando masse di gente a protestare lungo la barriera di sicurezza. Abbiamo in mano molti mezzi per prevenire un'escalation".

Turchia e Libano: ambasciata a Gerusalemme Est

Proseguono anche le reazioni dei diversi Paesi in merito allo spostamento della capitale di Israele da Tel Aviv a Gerusalemme. Mevlut Cavusoglu, ministro degli Esteri turco, ha detto che "ambasciate saranno aperte a Gerusalemme Est presso lo Stato palestinese, una volta che verrà riconosciuto nel consesso internazionale. Il riconoscimento dello Stato palestinese - prosegue Cavusoglu - è in linea con le decisioni dell'Onu. Ci batteremo per il riconoscimento di Gerusalemme Est come capitale della Palestina". Dello stesso avviso pare essere il Libano: il Consiglio dei ministri ha nominato una commissione che dovrà "studiare la proposta, avanzata dal ministro degli Esteri Gebran Bassil, di aprire un'ambasciata a Gerusalemme come capitale della Palestina".

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