Nord Corea, morto a 77 anni il disertore Usa Charles Jenkins

A destra, l'ex sergente americano Charles Jenkins (Getty Images)
3' di lettura

L'allora sergente americano aveva attraversato il confine nel 1965 per evitare la guerra in Vietnam. Ha vissuto sotto il regime di Pyongyang per quattro decenni


È morto all'età di 77 anni l'ex sergente americano che nel 1965 abbandonò l'esercito per rifugiarsi in Corea del Nord ed evitare, così, la guerra in Vietnam. Charles Jenkins aveva vissuto per quattro decenni sotto la dittatura del Paese orientale, prima di trasferirsi in Giappone nel 2004. L'uomo è deceduto per cause non precisate.

La vicenda di Jenkins

Da soldato, Charles Jenkins fu impiegato dall'esercito statunitense in Corea del Sud, in Germania Ovest (dal 1962 al 1965) e, infine, ancora in Corea del Sud. Addetto al pattugliamento notturno, Jenkins varcò il confine con il Nord dichiarando la resa, e, secondo la versione dell'esercito americano che Jenkins negò, manifestò la volontà di disertare in alcune lettere. Jenkins avrebbe preso questa scelta per evitare di essere spedito sul fronte della guerra in Vietnam. In Corea del Nord l'ex sergente visse circa quarant'anni e sposò una donna giapponese, che era stata rapita da agenti nordcoreani. Durante la sua permanenza nel Paese insegnò l'inglese e recitò la parte del cattivo americano in alcuni film di propaganda. Con la moglie e le due figlie, nel 2004, si trasferì in una cittadina nipponica, dopo aver ottenuto le rassicurazioni del governo giapponese sulla sua volontà di proteggerlo. Il rilascio di Jenkins, della moglie e di altri quattro prigionieri, fu negoziato a Pyongyang fra il premier giapponese di allora, Junichiro Koizumi, e il capo supremo della Corea del Nord, Kim Jong-il, padre dell'attuale dittatore.

 

Le conseguenze diplomatiche

 

 

L'appoggio dei giapponesi a Charles Jenkins, considerati i rapporti di amicizia con gli Stati Uniti, generò alcune tensioni fra i due Paesi. Si arrivò, dunque, a un accordo in base al quale l'uomo - nel frattempo ricoverato in ospedale per le complicazioni seguite ad un intervento in Corea del Nord - si sarebbe dichiarato colpevole di diserzione. Venne in seguito condannato a 30 giorni di carcere e congedato dall'esercito con disonore: dopo sei giorni fu rilasciato per buona condotta.

 

 

 

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