Somalia, un milione di persone in fuga a causa della siccità

La metà della popolazione della Somalia necessita di assistenza umanitaria (Getty Images)
3' di lettura

Secondo il Norwegian Refugee Council, nel Paese africano è in atto un vero e proprio esodo dalle zone rurali prive di acqua ai campi rifugiati dei centri urbani. Sono almeno 388mila i bambini che versano in un grave stato di malnutrizione

In Somalia oltre un milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa dei conflitti e della siccità. Un esodo in cerca di cibo, acqua e futuro. È l'allarme lanciato dal Norwegian Refugee Council (Nrc), una ong che dal 2004 realizza programmi di sicurezza alimentare, accesso all'acqua, igiene, sanità, istruzione e assistenza legale, in quello che è uno dei paesi più poveri del continente africano.

Famiglie in fuga e città abbandonate

In Somalia, ha rivelato Nrc, il 43% della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno e l'aspettativa di vita si ferma a 51 anni. Inoltre sono oltre un milione gli sfollati all'interno del Paese, ai quali si aggiunge un altro milione che è stato costretto a varcare il confine. "Siamo allarmati per la magnitudine di questa crisi. In media, 3.500 persone al giorno hanno lasciato la loro casa in cerca di cibo ed acqua per sopravvivere", ha spiegato la direttrice regionale dell'Nrc, Gabriella Waaijman, precisando che "stiamo assistendo ad un esodo di massa dai villaggi rurali, qualcosa che non si vedeva dalla carestia mortale del 2011-2012, costata la vita a 260mila persone". Secondo quanto svelato dall'organizzazione, molte comunità rurali colpite dalla siccità si sono trasformate in vere e proprie città fantasma, dalle quali le famiglie continuano a scappare: solamente nel mese di settembre 2017, si sono verificate 49mila partenze.

Verso le città in cerca d'acqua

La maggior parte delle persone che quotidianamente cercano di mettere in salvo la propria vita, lasciano le proprie abitazioni nelle zone rurali per dirigersi verso i campi profughi, già sovraffollati, nelle aree urbane. "Sono stata vittima di una siccità che ha devastato il mio villaggio e l'intera regione del Basso Shebeli", si legge in una testimonianza pubblicata da Nrc di Asha Ali Hussein. La donna è dovuta fuggire otto mesi fa dal villaggio di Kontuwarey, portando con sé a Mogadiscio i quattro figli. "Ho abbandonato il lavoro nella mia fattoria di un ettaro a causa della mancanza d'acqua. I fiumi si sono seccati, non c'era una goccia d'acqua da nessuna parte. Abbiamo scavato per cercare acqua ma non abbiamo trovato niente: era tutta svanita. Le nostre 15 mucche e 20 capre sono state uccise dalla siccità. Avevamo una fattoria e bestiame nel villaggio di Kontuwarey, ma ora viviamo come sfollati, e dipendiamo dall'assistenza delle agenzie umanitarie".

La malnutrizione

Non sono solo siccità e carestie ad affliggere la Somali. Secondo Nrc, nel Paese la metà della popolazione, oltre 6,2 milioni di persone, ha necessità di assistenza umanitaria. Di questi, almeno 3,1 milioni possono essere considerate in una situazione di crisi. Come i bambini: almeno 388mila di quelli sotto i cinque anni versano in un grave stato di malnutrizione. Nrc si impegna ad aiutare gli sfollati dando loro del denaro per cibo, acqua e assistenza medica, denunciando però la mancanza di fondi sufficienti per tutti. "Dobbiamo continuare con questa risposta d'emergenza per evitare che un'altra carestia colpisca la Somalia", ha concluso Gabriella Waaijman.

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