Referendum in Catalogna, Strasburgo chiede inchieste sulla polizia

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Il commissario dei diritti umani del Consiglio d'Europa, Nils Muiznieks, scrive al ministro degli Interni spagnolo, Juan Ignacio Zoido Álvarez, per fare chiarezza. La risposta di Madrid: "La polizia ha seguito le istruzioni della magistratura"

Strasburgo ha chiesto di indagare sulla condotta della polizia spagnola durante il referendum indipendentista catalano dello scorso 1 ottobre. È questo il contenuto di una lettera inviata al ministro degli interni spagnolo Juan Ignacio Zoido Álvarez, dal commissario dei diritti umani del Consiglio d'Europa, Nils Muiznieks.

La missiva di Muiznieks

Nella sua lettera, inviata il 4 ottobre, ma resa nota solo il 9, Muiznieks chiede al titolare degli Interni spagnolo che siano predisposte "inchieste tempestive, indipendenti ed effettive su tutte le denunce contro la polizia per cattiva condotta e uso sproporzionato della forza durante il voto per il referendum sull'indipendenza catalana lo scorso primo ottobre". Nella sua richiesta il commissario dei diritti umani afferma di aver ricevuto rapporti sugli eccessi "da parte della polizia su manifestanti pacifici e persone che conducevano azioni di resistenza passiva sia intorno che all'interno dei luoghi dove erano in corso le votazioni". Un'indagine considerata da Muiznieks necessaria per preservare, riporta la lettera, "la fiducia dei cittadini nelle forze dell'ordine".

L'uso delle armi anti-sommossa

Muiznieks ha inoltre criticato apertamente l'utilizzo di armi anti-sommossa da parte della polizia spagnola durante l'1-O. Il commissario si è riferito, in particolare, ai proiettili di gomma sparati dalle forze dell'ordine sui manifestanti. "L'uso di queste armi rappresenta un chiaro pericolo per la sicurezza dei manifestanti", ha scritto Muiznieks ricordando che già nel 2013 aveva inviato un'informativa alle autorità spagnole chiedendo di regolamentare l'uso di questi particolari proiettili.

Rafforzare i meccanismi di garanzia

Nell'ultima parte della sua missiva, Muiznieks si dice cosciente delle difficoltà della polizia di eseguire il proprio lavoro in contesti simili, ma sottolinea quanto è importante che gli agenti "ricevano istruzioni chiare sulla necessità di esercitare un uso della forza moderato e proporzionato". Il commissario ha chiesto, dunque, di stabilire un meccanismo di denuncia contro tutti i corpi delle forze dell'ordine "ampliando – si legge nel documento – le competenze del difensore civico o istituendo un nuovo organo", dal momento che le vie di ricorso esistenti non garantiscono sanzioni adeguate né indennizzi effettivi.

La risposta del ministro

In allegato alla nota diffusa del commissario viene infine riportata la risposta inviata il 6 ottobre dal ministro degli Interni Juan Ignacio Zoido. Il membro del governo Rajoy ha garantito che le forze di sicurezza statali "hanno seguito le istruzioni della magistratura e hanno agito con prudenza, in modo appropriato e proporzionale". Il tutto, ha aggiunto il ministro, "al fine di assicurare il rispetto della legge e la protezione dei diritti e delle libertà di tutti i cittadini". Alla fine della sua risposta al commissario, Zoido ha precisato che le azioni di polizia "non sono state condotte contro i cittadini e le loro idee, ma hanno puntato a non far svolgere il referendum". "La prima condizione per il funzionamento del sistema democratico – ha concluso il ministro – è la legge. Al di fuori della legge non c'è democrazia".

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