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Selfie del macaco, trovato l'accordo sul copyright: è del fotografo

Il selfie di Naruto (Credits: Ansa)
2' di lettura

L’autoscatto della scimmia Naruto ha dato vita a una battaglia legale sui diritti dell’immagine. Un tribunale ha dato ragione a David Slater, il fotoreporter che l’ha pubblicata: dovrà però devolvere ad associazioni animaliste il 25% dei ricavi realizzati con la foto

Dopo anni di battaglia legale, un tribunale statunitense ha stabilito che il copyright sul selfie realizzato dal macaco Naruto non appartiene alla scimmia, ma al fotografo che l’ha pubblicata e resa celebre. I diritti su uno degli autoscatti più famosi degli ultimi anni appartengono dunque al fotoreporter britannico David Slater e non all’animale, come sosteneva l’associazione Peta, che ha avviato il procedimento legale. La sentenza della Corte americana ha chiuso la causa, che andava avanti da due anni, con un accordo tra le parti: il fotografo si impegna a donare il 25% dei futuri ricavi realizzati con lo scatto ad un’organizzazione animalista che si occupa della tutela dei macachi.

La foto controversa

Nel 2011 Slater si trovava in Indonesia. Aveva lasciato la sua macchina fotografica incustodita e la scimmia, dopo essersene impossessata, scattò una serie di autoritratti. Tra questi c’era il famoso selfie in cui il macaco sorride verso la camera. Dopo averlo pubblicato sul proprio blog, lo scatto ha cominciato a diventare virale, finendo anche su Wikipedia, secondo cui "il file è frutto del lavoro di una scimmia e non possiede alcun autore umano a cui il diritto d’autore possa applicarsi". Slater, da parte sua, ha rivendicato i diritti sulla foto: l’ha usata in un libro e l’ha venduta a riviste di tutto il mondo.

Il caso giudiziario

Nel 2015 gli animalisti della Peta hanno deciso di prendere le difese del macaco, intentando una causa legale contro il fotografo e la Blurb, la casa editrice che aveva pubblicato lo scatto. L’associazione animalista ha dichiarato l’intento di usare l'eventuale risarcimento e i guadagni della foto per preservare i macachi. Nel 2016 una corte federale della California ha dato ragione a Slater in primo grado, ma la Peta ha fatto ricorso.

L'accordo

Ora, a distanza di due anni dall’inizio della causa, Slater e la Peta sono giunti ad un accordo. Il fotografo è il detentore dei diritti sul “selfie del macaco”, dal momento che un essere non umano non può vedersi riconosciuto questo diritto. Ma il fotoreporter ha accettato di devolvere ad un’organizzazione animalista che si occupa di preservare i macachi il 25% dei futuri incassi legati all'utilizzo della fotografia. Rimane invece senza accordo la parte sull’identità del macaco: secondo la Peta si tratta di Naruto, un maschio di 6 anni, mentre Slater sostiene sia una femmina di età diversa.

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