I supremi giudici hanno bocciato la legge federale secondo cui il matrimonio è solo tra uomo e donna. E sul referendum californiano che vieta le nozze: "Deve decidere il tribunale locale". Obama: “Un passo verso l’uguaglianza”. I vescovi: "Giorno tragico"
Una storica vittoria per la comunità gay americana. La sentenza, che ha visto 5 voti a favore e 4 contrari, implica che donne e uomini gay legalmente sposati possano rivendicare gli stessi vantaggi federali a disposizione delle coppie eterosessuali. Un boato di gioia, grida e applausi della folla emozionata fuori dalla Corte Suprema hanno accolto la notizia della decisione di abrogare la Doma. Tantissimi con bandiere con i colori del movimento gay e striscioni da giorni attendevano questa sentenza che ha un carattere storico, come ha riconosciuto lo stesso presidente Obama in un tweet. La decisione di abrogare la legge federale che negava le nozze gay, 'cinguetta' il Presidente, è un passo storico verso la #marriageEquality, l'uguaglianza tra i matrimoni, l'hashtag usato da mesi su twitter dai sostenitori del matrimonio omosessuale. Obama quindi termina il suo messaggio con un nuovo hashtag, decisamente significativo: "LoveIsLove", l'amore è amore.
Today's DOMA ruling is a historic step forward for #MarriageEquality. #LoveIsLove
— Barack Obama (@BarackObama) June 26, 2013
Ben diversa la reazione dei vescovi Usa, che hanno parlato di un "giorno tragico per la Nazione" perché "la Corte Suprema ha sbagliato". "E' un giorno tragico per il matrimonio e per la nostra nazione", si legge nel comunicato della conferenza episcopale americana firmato dal presidente, l'arcivescovo di New York Timothy Dolan.