Kabul, auto in fiamme all’arrivo del segretario Usa Panetta

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Il segretario alla Difesa degli Usa, Leon Panetta
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Il veicolo, guidato da un cittadino afghano, è scoppiato sulla pista di atterraggio mentre era in arrivo l’aereo con a bordo il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Leon Panetta. Ferito un soldato Nato. Forse un fallito attentato

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Un'auto ha sfondato a tutta velocità una recinzione, si è trasformata in una palla di fuoco e ha raggiunto la pista dove proprio in quel momento era in atterraggio in una base nel Sud dell'Afghanistan l'aereo con a bordo il capo del Pentagono Leon Panetta. Le fonti ufficiali parlano di "incidente", ma diverse altre dicono che si è trattato di un fallito attentato.
Protagonista della vicenda è stato un civile afghano, che ha sottratto il veicolo con la forza ad un militare dell'Isaf all'interno della base, il Camp Leatherneck, causandone il  ferimento grave. I motivi del suo gesto sono al momento ancora ignoti. Si sa solo che è stato catturato e che è rimasto gravemente ustionato.

"In nessun momento in pericolo" - Panetta e gli altri occupanti dell'aereo non sono stati "in alcun momento in pericolo", ha poi precisato in una nota l'Isaf, e il segretario alla difesa ha continuato la visita, che era in programma da tempo ma che, come sempre, non era stata annunciata per motivi di sicurezza. "Al momento non ci sono prove che il conducente sapesse chi c'era sull'aereo", ha affermato un portavoce del Pentagono, il capitano John Kirby, aggiungendo che "non ci sono indicazioni che si sia trattato di un attacco intenzionale".

Alta tensione tra Afghanistan e Stati Uniti - Nelle ultime settimane il clima i rapporti tra i due paesi si sono fatti sempre più tesi. All'inizio è stato il caso del Corano dato alle fiamme a far infuriare gli afghani e a costringere gli Stati Uniti a chiudere l'ambasciata.
Poi l'episodio più controverso, accaduto l'11 marzo: un soldato americano, o un gruppo (come sostengono in Afghanistan), ha fatto strage di civili uccidendo 16 persone, tra cui 9 bambini. I talebani hanno promesso vendetta.

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