Coronavirus, in Lombardia 52.325 positivi e 9.484 decessi

Lombardia

In terapia intensiva, invece, i ricoverati sono 1.305, mentre quelli non in terapia intensiva sono 11.833. Lo ha dichiarato l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, durante la consueta conferenza stampa

Il nuovo LIVE con tutti gli aggiornamenti di oggi in Lombardia 

Il numero totale dei positivi in Lombardia è di 52.325 (+791, ossia meno dei 1.089 del giorno precedente). In terapia intensiva, invece, i ricoverati sono 1.305 (38 meno di ieri), mentre i ricoverati non in terapia intensiva sono 11.833 (-81). Il numero dei morti, infine, sale a 9.484 (+282). Lo ha dichiarato l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, durante la consueta conferenza stampa.
Nel frattempo, Claudio Cancelli, raggiunto al telefono dall'ANSA, a proposito della nuova polemica tra Governo e Regione sulla mancata istituzione della zona rossa nell'area attorno ai due Comuni nel Bergamasco quando, ai primi di marzo, erano straziati dall'epidemia ha spiegato che in seguito alla modifica costituzionale "i problemi sanitari sono di competenza concorrente. Entrambi sono titolari di azioni e quindi potevano, e secondo me dovevano intervenire".
Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha nel frattempo dichiarato che "c'è stato un problema enorme" a livello di burocrazia per quanto riguarda le mascherine "perché la nuova procedura che doveva accelerare i tempi" di certificazione "si è rivelata più lenta della vecchia". Oggi, invece, con una comunicazione sui social Guido Bertolaso ha fatto sapere di essere stato dimesso dall'ospedale San Raffaele e ha ringraziato i medici e gli infermieri. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI)

18:42 - In Lombardia 52.325 positivi e 9.484 decessi

Il numero totale dei positivi in Lombardoia è di 52.325 (+791, ossia meno dei 1.089 del giorno precedente). In terapia intensiva, invece, i ricoverati sono 1.305 (38 meno di ieri), mentre i ricoverati non in terapia intensiva sono 11.833 (-81). Il numero dei morti, infine, sale a 9.484 (+282). Lo ha dichiarato l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, durante la consueta conferenza stampa.

17:59 - Ieo: “Non rimandare cure per paura contagio”

Corrado Tarella, direttore della Divisione Ematologia dell'Istituto Europeo di Oncologia e uno dei maggiori esperti internazionali in materia di tumori del sangue, ha deciso di lanciare un appello: "Il coronavirus non ferma la cura dei tumori ematologici. I malati di leucemie, linfomi e mielomi vivono spesso un'emergenza costante, che non guarda in faccia a nessun altro imprevisto, compreso quello drammatico del virus COVID-19. Per questo noi continuiamo ad accoglierli e curarli come prima della pandemia, adottando precauzioni fino ad ora efficaci. I pazienti che necessitano di diagnosi e terapie urgenti devono continuare le loro cure con determinazione, ma in serenità: la nostra raccomandazione è di non rimandare la diagnosi e le terapie per paura di un possibile contagio in ospedale".

17:55 - Pavia, droni per controllare la città

Nei prossimi giorni, per assicurare il pieno rispetto della normativa sul contenimento del contagio da Covid-19, la polizia locale del Comune di Pavia avvierà un programma di sorveglianza dall'alto con l'uso di droni e "aeromobili a pilotaggio remoto Sapr". Controlli che saranno particolarmente intensi soprattutto durante le festività pasquali. I piloti, specialisti già individuati dall'amministrazione comunale, verranno coordinati da un ufficiale della polizia locale.

17:40 - Recordati dona 2,6 milioni per farmaci per ospedali lombardi

Alla Lombardia sono arrivati in regalo farmaci per 2,6 milioni di euro per gli ospedali che devono affrontare l'epidemia di coronavirus: è un dono di Recordati dopo la campagna di sensibilizzazione avviata dal Banco Farmaceutico, su richiesta di Federfarma, a cui si era rivolta la Regione. Oggi sono stati consegnati 1.367.199 di euro (pari a 12.082 confezioni) di anestetici locali e farmaci per i disturbi ostruttivi delle malattie respiratorie. A fine marzo invece Banco Farmaceutico ha consegnato alla Regione altri 1.290.622. In entrambi i casi i medicinali sono stati affidati all'Istituto Clinico Sant'Ambrogio di Milano per la distribuzione nelle strutture che ne hanno più bisogno, in particolare l'ospedale da campo di Bergamo.

17:38 - Gori: "A Bergamo arrivate 36mila mascherine"

"Questa mattina sono arrivate anche le 36mila mascherine assegnate a Bergamo dalla Protezione Civile regionale". Lo ha comunicato il sindaco Giorgio Gori. Il primo cittadino ha spiegato che "sono le prime che ci vengono inviate e si aggiungono alle 200 mila acquistate dal Comune, che già ieri abbiamo in gran parte distribuito attraverso la rete dei negozi di vicinato. Queste 36mila provengono perlopiù da acquisti di Regione Lombardia e in parte dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile. Ringrazio a nome dei cittadini di Bergamo e confido che ce ne possano essere inviate anche altre". Per la distribuzione avvenuta ieri "non si sono segnalati né assembramenti né tentativi di far incetta dei dispositivi di protezione". Il sindaco ha inoltre ricordato alle persone con più di 65 anni che vivono sole di non uscire di casa per andare a prendere la mascherina, perché saranno i volontari a consegnarla a domicilio.

17:11 - Sindacati: "Lombardia lascia trasportatori soli contro il virus"

"La Regione Lombardia lascia i lavoratori del trasporto merci soli contro il Virus". Lo affermano Cgil, Cisl e Uil locali di settore, spiegando tra l'altro che "nei giorni scorsi abbiamo rappresentato a Regione Lombardia la grave situazione dei magazzini dell'e-commerce: "L'aumento degli ordini a domicilio produce l'intensificazione dell'attività di magazzinaggio e distribuzione dei furgoni". Le associazioni affermano in una nota: "Ieri sera abbiamo recepito dall'Ordinanza regionale del 6 aprile al punto 3 dell'art. 1 la completa liberalizzazione delle consegne a domicilio senza alcuna distinzione tra il recapito di suppellettili e la consegna di mascherine. Un indirizzo assolutamente incoerente con quanto sempre dichiarato da Regione per di più inserito, quasi di nascosto, in un'ordinanza che è stata presentata come una mera correzione della precedente. Una scelta in totale contrasto con i provvedimenti di tutela sanitaria che le istituzioni stanno adottando. Una scelta totalmente in contrasto rispetto i problemi sui quali abbiamo lanciato un allarme sanitario oltre che sindacale, mentre diversi magazzini e la consegna a domicilio sono colpiti dai casi di malattia e dalle corrette quarantene che bloccano diversi segmenti produttivi. Questo provvedimento non potrà che peggiorare questa situazione. Per queste ragioni nelle prossime ore ci mobiliteremo per garantire ai lavoratori coinvolti la tutela della propria salute con tutti i mezzi a disposizione delle organizzazioni sindacali".

16:30 - Sindacato medici Lombardia: "Non ci fanno i tamponi"

In Lombardia "gli operatori sanitari sintomatici sono lasciati senza sorveglianza" ed è "imprescindibile l'esecuzione del tampone a tutti gli operatori sintomatici, al lavoro o al domicilio, per la salute di tutti". Lo chiedono Anaao Assomed Lombardia e un'altra serie di sigle sindacali di medici e dirigenti sanitari che hanno inviato "una lettera di denuncia ai massimi vertici della sanità Lombarda perché vengano rettificate le generiche disposizioni contenute nelle note sulla sorveglianza del 29 marzo e del 4 aprile". Nella lettera le associazioni chiedono "con forza" che il tampone venga "fatto almeno a tutti gli operatori sintomatici a prescindere dal momento e dal luogo in cui insorgono i sintomi" e si riservano "eventuali azioni a tutela dei nostri colleghi". "E' gravissimo che le misure stabilite non vengano rispettate - spiega Stefano Magnone, segretario Anaao Lombardia - stiamo parlando della salute del nostro personale sanitario che deve essere messo nelle condizioni di portare avanti il proprio lavoro in sicurezza e non diventare esso stesso causa della propagazione del contagio”.

16:00 - Arrivati i primi pazienti per Emergency nell’ospedale in Fiera a Bergamo

Sono arrivati i primi pazienti COVID nel reparto di terapia intensiva di Emergency allestito presso il presidio ospedaliero della Fiera di Bergamo dell’ospedale Papa Giovanni XXIII . Nella struttura, l’associazione umanitaria gestisce un modulo da 12 posti letto di terapia intensiva con uno staff attualmente composto da 34 operatori. L’equipe destinata ad aumentare ad oggi è composta da 10 medici, 14 infermieri, 4 fisioterapisti, 4 OSS, 1 tecnico di laboratorio, 1 tecnico di radiologia,  alcuni dei quali hanno lavorato in Sierra Leone durante l’epidemia di Ebola. Nella realizzazione del nuovo ospedale, Emergency ha lavorato fianco a fianco con circa 300 volontari, tra artigiani bergamaschi (carpentieri, elettricisti, cartongessisti, idraulici e imbianchini), 150 volontari della Sanità Alpina e 40 della logistica della Protezione Civile Ana. “Siamo molto orgogliosi di aver contribuito alla progettazione e all’organizzazione sanitaria di quest’ospedale, mettendo in campo la nostra esperienza maturata in Sierra Leone durante l’epidemia di Ebola", ha dichiarato Rossella Miccio, presidente di Emergency.

14:53 - Fabrizio Sala: "Mobilità in Lombardia aumentata del 10%"

I movimenti in Lombardia, nella giornata di lunedì 6 aprile, sono aumentati del 10% rispetto a lunedì della scorsa settimana. Lo ha detto il vicepresidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala, a Sky Tg24, chiarendo che "la mobilità di ieri" è pari al "38% rispetto ad un giorno normale. Vuol dire decine di migliaia di persone. Significa che la mobilità è aumentata quasi del 10% rispetto a lunedì scorso". Le fasce orarie in cui si concentra la mobilità - prosegue Sala - sono "principalmente alle 7 del mattino e alle 18, poi c'è una fascia centrale che stiamo analizzando come le 10 e le 11 e anche quella delle 23 è un aspetto che stiamo analizzando: ci sembra un po' troppo alta rispetto alla media, il 50% in più".

14:35 – Dimesso Bertolaso: “Grazie a medici e infermieri”

"Oggi sono stato dimesso dal San Raffaele. Ringrazio tutti i medici e gli infermieri, orgoglio del nostro Paese. Uomini e donne che combattono in prima linea contro il Covid-19 pagando troppo spesso in prima persona con contaminazione e a volte purtroppo anche con la vita", ha scritto sui social Guido Bertolaso. "Grazie - continua - per tutti i numerosi messaggi di affetto che mi avete inviato in questi giorni. Ora forza, c'è ancora tanto da fare. L'Italia ha bisogno dell'aiuto di tutti".

14:28 - Fisascat-Cisl Bergamo: "Calo fatturato e clientela in Ipermercati nel Bergamasco"

La crisi avanza anche tra gli ipermercati in provincia di Bergamo, una delle più colpite dall'emergenza coronavirus. Lo sostiene Alberto Citerio, segretario generale della Fisascat-Cisl di Bergamo, che parla di cali di fatturato fino al 70% per le grandi superfici. "La crisi - spiega - è stata accelerata dall’epidemia del coronavirus e non è detto che l'auspicata conclusione della quarantena generale debba per forza rimettere a posto tutte le carte". Secondo il sindacalista "la 'forma iper' nel commercio ha perso la sua 'spinta propulsiva' dopo aver toccato il suo apice nel decennio precedente". "Ora - prosegue - il settore cerca nuove ricette per uscire da una crisi che negli ultimi anni ha comportato una perdita del 30% dei posti lavoro". "Complici le disposizioni del Governo che invitano a recarsi nel punto vendita più vicino - prosegue il sindacalista - le grandi superfici di vendita all'interno dei centri commerciali della provincia hanno registrato cali di fatturato che vanno dal 30 al 70%, cali della clientela che toccano punte dell’80%". "Nei vari ipermercati - prosegue - il personale denuncia casi di malattia per il 35-40% del totale, la percentuale media di calo di scontrini si aggira sul 50%, mentre c'è un incremento dello scontrino medio, a testimonianza che vi si reca solo per spese più consistenti, e non più per la spesa giornaliera". Una situazione che "premia i discount". "In alcune catene -. racconta Citerio - il fatturato di marzo è salito del 100% rispetto allo stesso mese del 2019, e le catene sono disperatamente alla ricerca di personale, mentre i 'concorrenti nobili' iniziano a far ricorso agli ammortizzatori sociali".

14:15 - Sindaco di Nembro: "Governo e Regione dovevano intervenire"

Claudio Cancelli, raggiunto al telefono dall'ANSA, a proposito della nuova polemica tra Governo e Regione sulla mancata istituzione della zona rossa nell'area attorno ai due Comuni nel Bergamasco quando, ai primi di marzo, erano straziati dall'epidemia ha spiegato che in seguito alla modifica costituzionale "i problemi sanitari sono di competenza concorrente. Entrambi sono titolari di azioni e quindi potevano, e secondo me dovevano intervenire". Il sindaco a tal proposito fa un paragone: "Immagini lei, se uno in ospedale sente litigare il primario con l'aiuto su cosa fare mentre è a letto ammalato. Di certo non si sentirebbe molto sicuro e si potrebbe dire anche che né il primario né l'aiuto rispettano la propria deontologia professionale. Adesso noi sindaci siamo impegnati a lavorare, siamo sul fronte, anche perché adesso sta esplodendo pure l'emergenza socio-economica. Il tema della zona rossa e il dibattito sugli errori sarà da fare in seguito. Ci interesserà dopo".

14:14 - In Lombardia 11 medici e 4 infermieri dalla Romania

Sono arrivati all'aeroporto di Linate dalla Romania 11 medici e 4 infermieri che saranno destinati all'ASST di Lecco. Gil operatori sanitari sono stati accolti dal vicepresidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala, e dal sottosegretario alla Presidenza con delega ai Rapporti con le delegazioni internazionali, Alan Rizzi.

13:46 – Indagine dei medici: "A Bergamo oltre 64mila contagi"

In provincia di Bergamo, terra martoriata dal Coronavirus, ci sarebbero oltre 64mila casi di contagi e oltre 3mila i morti per infezione da Covid-19. Sono i risultati di un'indagine conoscitiva, basata su dati richiesti ai medici di famiglia, realizzata in pochi giorni dall'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia bergamasca ed effettuata partendo dall'assunto che i numeri ufficiali sono "largamente sottostimati per vari motivi, in primis la mancanza di esecuzione di test a tappeto". Per questo l'Ordine dei medici di Bergamo ha chiesto "ai Medici di Famiglia di estrarre dagli archivi dei loro assistiti le informazioni relative" ai loro pazienti e di farlo considerando "come affetti da Covid19 i malati che presentassero una serie di sintomi tipici, anche in assenza di tampone". Si tratta, si legge nell'indagine, "probabilmente del primo sondaggio in Italia a livello di popolazione, mentre fino ad ora abbiamo sempre sentito parlare della malattia dal punto di vista dell'ospedale". Un'indagine che ovviamente sconta, comunque, "un certo grado di imprecisione delle stime", anche perché ha riguardato solo i pazienti da 14 anni in su. "Hanno risposto - spiega l'Ordine - alla nostra indagine 65 medici di famiglia, sparsi per tutta la provincia, per un totale di oltre 96.000 assistiti". I dati indicano che "il 6.7% dei pazienti" hanno "in atto o hanno avuto l'infezione da Covid19, compresi guariti e deceduti, mentre secondo i dati ufficiali (limitati a chi ha eseguito un tampone) saremmo a 0,86 per cento". Si può stimare, dunque, alla "data del 4 aprile" per la "popolazione provinciale un numero totale di 64.461, con un margine di errore di 1.750 casi (in più o in meno)". Si ricava anche che i "ricoverati in media" sono "lo 0.2 % degli assistiti che corrisponde, rapportato alla popolazione provinciale, a una stima di 2.282 ricoveri dall'inizio dell'epidemia". Mentre i pazienti assistiti a casa sarebbero "17.431" e "i deceduti sono in media lo 0.3%" per un totale di 3019 morti. Una cifra inferiore "alla stima dell'eccesso di mortalità calcolato tramite gli uffici anagrafe" in un'altra recente indagine, che parlava di circa 4500 morti.

13:45 – Sindaco Nembro: “Sconcerta rimpallo di responsabilità tra Governo e Regione”

"Credo che il cittadino non possa che rimanere sconcertato dal continuo rimpallo di responsabilità tra Regione e Governo che, invece, dovrebbero garantire la sicurezza della nostra salute". Così, Claudio Cancelli, sindaco di Nembro il comune della Bergamasca che con Alzano Lombardo avrebbe dovuto diventare la seconda zona rossa della Lombardia, interviene nella polemica tra il premier Giuseppe Conte e il governatore lombardo Attilio Fontana. "Con la modifica del titolo Quinto della Costituzione - prosegue - secondo me dovevano intervenire entrambi" per isolare l'area.  

12:53 – Bergamo, giornalista denuncia gli ospedali

Il giornalista bergamasco Stefano Salvi ha presentato un esposto alla Procura di Bergamo denunciando "gravi responsabilità derivanti da disorganizzazione e malasanità a carico di diversi soggetti apicali e dirigenziali delle strutture sanitarie coinvolte nell'emergenza Coronavirus". L'esposto, di circa 150 pagine e depositato dall'avvocato Benedetto Maria Bonomo per conto del giornalista, fa riferimento agli ospedali della provincia di Bergamo, in particolare quello di Alzano Lombardo. "Potrebbe essere addebitata non solo la colpa generica per violazione della universale regola di diligenza - si legge nell'esposto - ma altresì la colpa per inosservanza delle diverse normative primarie e sub primarie, oltre che per l'inosservanza dei regolamenti interni concernenti il modello organizzativo e gestionale di valutazione dei particolari rischi-pericoli incombenti".

12:33 – Inchiesta sulle morti nelle Rsa: al vaglio i protocolli di sicurezza

Le inchieste aperte dalla Procura di Milano sui casi di morti e contagi nelle case di riposo si concentrano, oltre che sull'analisi dei vari esposti e denunce presentati da familiari di vittime e da lavoratori, anche sui protocolli di sicurezza previsti nelle varie strutture e sui provvedimenti regionali in materia di emergenza sanitaria, come il "piano pandemico" della Regione Lombardia del 2009 o anche la delibera dell'8 marzo con cui il Pirellone chiedeva alle Rsa, se volevano, di accogliere pazienti Covid-19 dimessi dagli ospedali. Oltre, dunque, al fronte specifico dei dati sanitari su morti e contagi nelle case di riposo finite al centro delle indagini, come il Pio Albergo Trivulzio e molte altre, e agli aspetti di assenza di informazioni e presidi di sicurezza nelle strutture, gli inquirenti dovranno effettuare necessariamente anche verifiche sia sulle disposizioni regionali, come i piani di emergenza previsti, che sui protocolli interni delle singole Rsa. Al momento il lavoro d'indagine è documentale, anche perché è nella pratica impossibile fare attività esterne nelle sedi delle residenze.

12:09 - Fermato 4 volte fuori casa: multa da800 euro nel Mantovano

Si è visto comminare una multa da 800 euro (560 se pagata entro 30 giorni) un 33enne fermato dai carabinieri di Gazzuolo nel Mantovano, durante un controllo sulle norme anticoronavirus. L'uomo nei giorni scorsi era già stato fermato altre tre volte, ma questo non lo ha convinto a restare a casa, motivo per cui la sanzione da 400 euro è stata raddoppiata.  

11:21 - Iniziata sanificazione delle Rsa a Bergamo

È cominciata a Bergamo la sanificazione delle Rsa ad opera di una squadra italo-russa guidata dal tenente colonnello Dario De Masi, componente dell'Unità specialistica dell'Esercito italiano, 7° reggimento CBRN (chimica, biologica, radiologica, nucleare). Al momento l'operazione - spiega una nota dell'Ats - è stata fatta in 33 delle 64 residenze accreditate con l'uso di agenti bonificanti negli spazi indicati dai direttori delle singole Rsa. A Bergamo sono presenti circa 50 militari, che includono personale specialistico del 7° reggimento, un nucleo di interpreti e personale della logistica. A dare man forte i colleghi russi (105 tra unità specialistiche, personale sanitario e nucleo interpreti), anche loro esperti in materia di difesa CBRN. 

10:47 - In casa di riposo nel Pavese deceduti 22 ospiti su 85

Alla casa di riposo “Istituto Sassi” di Gropello Cairoli, in provincia di Pavia, sono deceduti 22 ospiti su 85 e un'operatrice sanitaria, ossia una persona su quattro. A riportare il caso è la Provincia pavese. L'ultima a morire è stata proprio l'operatrice sociosanitaria, che era risultata positiva al Covid ai primi di marzo. Sui 22 ospiti deceduti, invece, non è stato fatto il tampone. Nei giorni scorsi il presidente della Fondazione Sassi, Paolo Franchini, aveva assicurato che "all'interno dell'istituto sono messe in atto tutte le procedure di profilassi igienico sanitarie a tutela degli ospiti e degli operatori”.

10:33 - Fontana: "3 milioni di mascherine ai sindaci"

"Il grosso" della distribuzione "di mascherine avviene attraverso i sindaci: 300 mila attraverso le farmacie e altre 3 milioni attraverso i sindaci". Lo ha spiegato il governatore lombardo, Attilio Fontana, in collegamento con la trasmissione Mattino Cinque. "Abbiamo recuperato questo primo lotto di 3,3 milioni e iniziamo a distribuire quelle - ha aggiunto -, appena riusciremo a recuperarne altre grazie all'azienda lombarda che è stata certificata e può produrne tante ne distribuiremo altre. Tramite la protezione civile, adesso le stiamo distribuendo ai sindaci, nelle zone dove più spesso si recano i cittadini, come in certi esercizi pubblici, nei supermercati. Ma ogni sindaco può distribuirle come meglio crede, è assolutamente libera la facoltà che viene data ai sindaci. Se hanno i volontari che vanno a portarle a casa va bene così". Oltre a queste, altre mascherine ancora saranno messe in vendita "a prezzi contingentati, le venderemo al prezzo di costo con un piccolo agio per il commerciante che si presterà a venderle”, ha dichiarato Fontana.
"La stanchezza -ha proseguito - c'è perché la tensione è tanta e non è facile prendere decisioni e anche perché un po' di tempo lo devo sprecare a rispondere alle polemiche e questa la trovo una cosa veramente squallida".
Infine, quella di ospitare pazienti affetti da Coronavirus nelle Rsa, "è stata una proposta non un'imposizione. Era una scelta volontaria di chi gestisce le Rsa, se queste potevano avere un padiglione isolato completamente dal resto della struttura e del personale dedicato", ha concluso il governatore lombardo.

9:39 - Giulio Gallera: "Zona rossa Valseriana? Convinti procedesse Governo"

La zona rossa in Valseriana? "Noi eravamo convinti che venisse attivata dal Governo". Lo ha detto l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, in collegamento con Agorà. "Il 3 marzo sera ero al telefono con il professor Brusaferro, che ne ha dato atto in un verbale. Stavamo ragionando su questo e lui mi disse che stavano chiudendo la richiesta formale dell'istituzione della zona rossa al Governo. Il 5 arriva ad Alzano e Nembro un cospicuo numero di militari e quindi a quel punto, con anche l'indicazione dell'Istituto superiore di sanità, noi attendevamo l'istituzione della zona rossa. Avremmo potuto farla noi? Ho approfondito e affettivamente c'è una legge che lo consente. Ma quando il 5 arrivano le camionette, noi eravamo convinti che venisse attivata da lì a pochi minuti. Evidente che non ha senso fare un'ordinanza quando abbiamo tutti i fatti concludenti che il Governo la sta facendo. Poi il Governo ha deciso di fare la zona rossa in tutta la Regione, con l'obiettivo di evitare che la gente uscisse e si contagiasse. Quindi noi il 4 o il 5 avremmo potuto farla? Sì, può essere. Ma aveva senso farla quando avevamo l'evidenza che il Governo la stava per emanare, con 200 carabinieri che erano arrivati ad Alzano e noi eravamo stati informati di questo? Dopodiché c'è stata una strategia diversa, più ampia che noi abbiamo condiviso assolutamente. E quindi si è superato questo ragionamento".

7:05 - Attilio Fontana: "Su mascherine c'è stato un problema enorme"

"C'è stato un problema enorme" a livello di burocrazia per quanto riguarda le mascherine "perché la nuova procedura che doveva accelerare i tempi" di certificazione "si è rivelata più lenta della vecchia". Lo ha detto il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, a Quarta Repubblica su Rete4. "Al di là di quello sono passate settimane e settimane e abbiamo fatto una grande pressione e finalmente la ditta in Lombardia ha iniziato a produrre mascherine che sono certificate. Tutto il resto è stato un disastro", ha concluso Fontana.

7:01 - La Lombardia cambia l'ordinanza sui distributori

La Lombardia ha deciso alcune modifiche all'ordinanza sul Coronavirus del 4 aprile che prevedeva fra le altre cose la chiusura dei mercati coperti, cosa che ha scatenato le proteste in particolare a Milano, ma anche lo stop di tutti i distributori automatici, dunque anche le macchinette del caffè o dell'acqua negli ospedali e negli uffici. Le modifiche prevedono la possibilità di tenere aperti i mercati coperti a condizione che il sindaco "adotti e faccia osservare un piano specifico per ogni mercato" che preveda sorveglianza per evitare assembramenti e mantenere la sorveglianza e ingresso e uscita separati. Fra le nuove specifiche c'è quella della vendita di fiori che è consentita nei soli super e ipermercati.

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